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La regina di Saba

Gli arabi la conoscevano come la regina Bilquis, gli etiopi la chiamavano Macheda, per gli ebrei e i cristiani è la regina di Saba.

La storia della regina di Saba probabilmente ha origini giudee, ma esiste anche una versione persiana, la troviamo anche nel Corano (infatti gli arabi affermano che credesse nella grandezza di Hallah).
In nessuna parte del Mondo la leggenda della regina di Saba è più viva che in Etiopia.
Per questo popolo rappresenta il mito fondamentale della loro civiltà.
La storia tramanda che Saba, regina di Axum, aveva sentito decantare la saggezza del re Salomone per cui si recò a Gerusalemme per mettere alla prova la sua sapienza proverbiale.
Arrivò con un gran seguito e con cammelli carichi di spezie.
Dalla visita a Gerusalemme, avvenuta tra il 1000 ed il 950 a.C. vi è menzione nel Talmud ebraico, nella Bibbia (Antico Testamento), nel Corano ed ovviamente nel Kebra Nagast, Gloria dei re che è il libro fondamentale per la storia dell'impero degli altopiani, elaborato in Etiopia nel XIV secolo.

La storia dice che la regina di Saba recatasi dal potente re Salomone per sottoporgli alcuni enigmi, per sondare le capacità tanto decantate del sovrano, ne rimase affascinata.
Dall'unione del re Salomone con la regina, fu concepito Menelik, il cui significato intrinseco è Figlio dell'uomo saggio che portava nel sangue le tracce di una ascendenza divina e che sarebbe stato il capostipite di una stirpe salomonica; da qui nasce il fatto che gli Etiopi siano un popolo eletto.
Menelik, cresciuto e divenuto re, fece proprio il simbolo del leone di Giuda che innalzò a simbolo del proprio regno.
Divenuto adulto, volle far visita al presunto padre Salomone e quando fece ritorno ad Axum, trafugò o gli fu affidata, l'Arca dell'Alleanza.
Questa non arrivò con Menelik ad Axum, ma impiegò qualche secolo, dopo un lento peregrinare in terra d'Egitto.
Questo avvenimento è ricordato con i lenti ed esasperanti riti che la Chiesa Copta etiopica celebra in onore dell'Arca in occasione di Ghenna e Timkat che sono il Natale e l'Epifania del rito copto.
Le feste di celebrazione di queste due ricorrenze fanno rivivere lo splendore di quelle che furono le corti di Gerusalemme e di Axum.

La regina visse a circa 120 Km da Sana'a, capitale dello Yemen, a Marib, che era la capitale dell’antica Saba.
Marib era situata nel punto in cui si incrociavano le carovane che trasportavano incenso in direzione del mar Rosso e l’intera regione con il passare degli anni, a causa dei fortunati e fiorenti commerci, prese il nome di Arabia Felix.
Poche le tracce nella città per svelare il mistero che circonda la regina di Saba, se veramente è esistita si pensa che possa essere vissuta a Marib, al centro del deserto, circondata dallo splendore di grandi templi e palazzi.
Sempre secondo la leggenda, la Regina regnava su un dominio di grande ricchezza, oggi questo non sembrerebbe possibile in una terra così desolata e arida.
Fu costruito un grandioso sistema d’irrigazione che fece del deserto un giardino, l’acqua proveniva dalla grandiosa diga di Marib, lunga 640 metri ed alta 11 situata in pieno deserto in fondo allo Wadi Adhana.
Gli archeologi hanno scoperto che la diga, di cui ancora è evidente la struttura, sia stata costruita nel sesto secolo avanti Cristo, cioè 400 anni dopo il leggendario regno di Saba, ma sono state scoperte tracce di una precedente struttura più antica di qualche centinaia di anni.



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