|
|
|
A Sud dell'Arabia si trovava un paese che, pur facendo parte della grande penisola, era molto diverso dal Nord.
Gli antichi chiamavano questa terra l' Arabia felice, ricca com'era di vegetazione e di bestiame.
Bagnata dal mar Rosso e dal mar Persico, il clima era salubre, i porti numerosi e ricchi.
Le sue montagne venivano raggiunte dai monsoni dell'Oceano Indiano, l'acqua non mancava e permetteva lo sviluppo dell'agricoltura.
Vi crescevano la mirra e l'incenso e la produzione dei profumi era fonte di ricchezza.
Questi Arabi del Sud che non si riconoscevano tali, parlavano una lingua vicina all'arabo, la loro civiltà era sedentaria e cittadina e si fondava sull'agricoltura e sul commercio.
I loro Stati si chiamavano Saba, Qatabàn, Awsan, Ma'ìn, Hadramout. . .
Ogni Stato era diretto da una tribù dominante e privilegiata.
|
|
Gli Arabi del Sud erano maestri di architettura e avevano costruito sofisticati sistemi di irrigazione.
Il grado di civiltà raggiunto era elevato e si dimostrava in tutte le arti.
Erano molto religiosi e avevano innalzato molti templi amministrati da una classe di sacerdoti che godeva di grande considerazione.
Gli dei e le dee che adoravano erano numerosi ed alcuni erano gli stessi degli Arabi del Nord.
Tra queste popolazioni che vivevano sedentarie nel lusso, all'interno di Stati organizzati in modo complesso ed i nomadi dai costumi qualche volta selvaggi, il contrasto era grande.
Dopo il trionfo dell'Islam nel VI secolo dopo Cristo, gli Arabi del Sud furono rapidamente convertiti e tutti partirono alla conquista del mondo, ma il ricordo di questa brillante civiltà sopravvisse a lungo.
La penisola arabica non era comunque quel paese impenetrabile che molti pensavano fosse, molte idee straniere, soprattutto ellenistiche, circolavano.
Del resto lo si può notare nella lingua che, ben prima dell'avvento dell'Islam, presentava molte parole straniere.
Le lotte dei grandi imperi bizantino e sassanide ebbe ripercussioni importanti sul mondo dei nomadi.
La conquista dell'Arabia del Sud da parte degli Etiopici e poi dei Persiani significò l'inizio del declino di questa civiltà.
Le guerre intestine tra i principi, così come le guerre straniere in cui era stata coinvolta, cambiò il ruolo dei Beduini.
Essi potevano di nuovo farsi pagare più caro il ruolo di mediatori o di guida per il traffico terrestre.
Vecchi Beduini sedentari da poco, si rivelarono abili uomini d'affari che potevano assumere la complessa organizzazione delle carovane.
|
|