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Basterebbe un verso del poeta Pindaro per descrivere Cirene: "orto dolcissimo, ti incorono di canti".
Cirene, la colonia greca fondata nel 640 avanti Cristo, dal Re Batto, l'uomo che guidò gli esuli di Thera fin sulle coste libiche seguendo gli ordini dell'oracolo di Delfi, è come sospesa nel vuoto, fra mare e cielo, sul secondo gradone del jebel al-Akhdar.
Città sacra ad Apollo: il mito assicura che il dio greco accompagnò, trasformato in un corvo bianco, la gente di Batto fino ad una fonte da dove sgorgava acqua perenne.
Qui fu fondata la città, fu eretto un tempio ad Apollo e la sorgente fu dedicata alla ninfa Cirene che, nei boschi di mirto che accerchiavano i primi insediamenti, intrecciò una bella passione con lo stesso Apollo.
A Cirene si sono incrociate, con superba dolcezza, la cultura greca e romana.
Il ginnasio, l'agorà il santuario di Apollo, la rete dei teatri e dei templi sono straordinari: lo stesso imperatore Adriano volle guidare la ricostruzione della città dopo le devastazioni della rivolta ebraica dei primi anni del II secolo dopo Cristo.
Per otto secoli gli abitanti di Cirene hanno sepolto i propri morti in una necropoli immensa scavata lungo le pareti della montagna che digrada verso il mare.
Oggi questo vastissimo cimitero rupestre appare come una città unica al mondo, che ha cambiato la geografia di una intera montagna.
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