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Esiodo, nella sua opera, Teogonia, suppone che il mondo abbia avuto origine dal caos.
Il caos è inteso da Esiodo nel senso etimologico del termine: uno spazio vuoto, una specie di buco nero immenso e minaccioso; è di epoca successiva la concezione del caos come di una confusa miscela di tutte le cose.
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Il caos generò Gea, la terra, dalla quale subitò si staccò il Tartaro (l'inferno); poi comparve Eros, l'amore che unisce, ossia il principio della forza attrattiva che spinge gli elementi a combinarsi.
Mentre Gea generava autonomamente Urano (le montagne e il cielo sereno) e Ponto (il mare), il caos generava ancora l'Erebo (le prime tenebre) e la Notte.
Da questo momento, narra Esiodo, cominciarono i connubi; Gea si unisce prima con Urano e poi con Ponto.
(è evidente l'intenzione di tradurre in linguaggio mitico il fenomeno naturale della terra fecondata dalle piogge e dalle acque).
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Dal connubio di Gea con Urano furono generati i Titani, i Ciclopi ed i Centimani (giganti dalle cento braccia).
I Titani erano 12, sei maschi e sei femmine, e di solito erano in coppia; le coppie più famose:
Oceano (il grande fiume che circonda la terra ed è padre degli altri fiumi) e Teti (l'umidità che penetra dappertutto);
Ceo (il cielo) e Febe (il polo celeste);
Crono (il tempo) e Rea (il movimento e la durata degli esseri viventi).
Altri Titani famosi erano Giapeto (padre di Prometeo), Crio (la forza), Temi (la legge per eccellenza) e Mnemosine (la memoria).
I Ciclopi (così chiamati per il caratteristico occhio unico posto in mezzo alla fronte) erano tre: Bronte, Sterope e Arge; impersonificavano i fenomeni elettrici, il tuono, il lampo ed il fulmine.
Anche i Centimani erano tre: Cotto, Briareo e Gige; rappresentavano il terremoto e le ondate sussultorie ed ondulatorie, cioè le forze sconvolgitrici della natura.
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Oceano e Teti generarono, a loro volta, le ninfe Oceanine, Iperione (il dio della luce) e Tea (l'irradiante), che ebbe per figli i datori di luce, cioè Elios (il sole), Selene (la luna) ed Eos (l'aurora).
Da Ceo e Febe nacquero Leto (la notte buia) e Asteria (la notte stellata).
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Dall'unione di Gea e Ponto nacquero numerose divinità marine:
- Nereo (il mare in bonaccia), padre delle Nereidi (ninfe marine).
- Taumante (il maestoso mare), padre di Iride (l'arcobaleno) e delle Arpie (i venti tempestosi).
- Forchi e Cheto (i pericoli del mare), che generarono le terribili Gorgoni e le Graie.
- Euribia, che sposò il titano Crio.
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Erebo e la Notte ebbero come figli i loro contrari: l'Etra (il rarefatto etere) e il luminoso Giorno.
La Notte generò poi altri figli mostruosi, come il Destino, la Morte, la Discordia, la Vecchiaia e le temibili Moire, o Parche, arbitre del bene e del male, della vita e della morte.
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