|
Nell'uso corrente queste due parole (Sunnah e Hadith) sono adoperate per indicare la Linea di condotta islamica del Profeta Muhammad, che sono state trasmesse di generazione in generazione, oralmente, mediante una catena di persone degne di fede, il cui primo anello è un testimone "de visu" o "de auditu" appartenente alla cerchia dei seguaci del Profeta.
La Sunnah, si riferisce in particolare, a quelle Pratiche del Profeta che sono parte integrante della sua Missione Profetica, e che erano seguite dai suoi Compagni.
Il Profeta usava fare una chiara distinzione tra quelle azioni del suo comportamento che i musulmani dovevano seguire e quelle che invece non appartenevano al suo ministero profetico.
Una Sunnah, cioè una pratica islamica, viene trasmessa attraverso l'osservazione, l'imitazione e attraverso l'insegnamento.
Una "tradizione", dunque, deve essere un racconto tramandato da una catena ininterrotta di narratori attendibili e avente per oggetto un comportamento di Maometto, il cui agire è ispirato da Dio.
Come è facile immaginare, nel mondo islamico non esiste un'opinione unitaria e concorde su quali hadith siano da ritenere attendibili: una collezione di hadith del IX secolo ne elenca 300.000, di cui soltanto 8000 ritenuti autentici.
Nel IX secolo vennero preparate raccolte di hadith che riferivano i comportamenti, i detti e anche i silenzi del Profeta, da cui si potevano desumere regole di comportamento non epresse dal Corano.
Il loro insieme costituisce la tradizione sacra o sunna ed è seguito dalla maggioranza dei musulmani, che prendono il nome di sunniti.
|