|
Il Sacro Corano (al Quran) è il libro sacro della religione dell’Islam.
Il suo nome deriva dall’antico aramaico qeryana, che significa leggere ad alta voce.
Consta di 114 capitoli (sure) nei quali sono racchiuse le rivelazioni che Maometto ha ricevuto da Allah (Dio), nel corso della sua vita, per il tramite dell'arcangelo Gabriele.
Ciascun capitolo è suddiviso in più versetti che prendono il nome dal contenuto di ciascuno di questi; i capitoli sono disposti in ordine decrescente di lunghezza, fatta eccezione per il primo capitolo (al-Fatihah); questa redazione risale all’anno 650, durante il regno del terzo califfo: 'Othman (644-655).
Esistono diverse versioni del Corano, ma quelle ufficiali sono solo due: quella medinese, diffusa in tutto l’Islam, e quella cufense, diffusa in Egitto e nelle nazioni vicine.
In entrambe le versioni si rinvengono brani di altissimo valore poetico, giuridico e morale, anche se nella versione medinese è maggiormente presente l’aspetto formale e ritualistico.
Nel Sacro Corano, anche se in maniera frammentaria, incompleta e, a volte, ermetica, vengono delineati i diritti e doveri dei fedeli per una civile convivenza: diritto di famiglia, successioni legittime e testamentarie, stesura dei contratti, compravendita, prestiti, pegno ed usura, testimonianze, ripartizione del bottino preso agli infedeli (specialmente i cristiani), norme di diritto penale, con le punizioni da comminare per i vari reati.
Con l’osservanza della sunnah, cioè con il non discostarsi dagli esempi che la vita ed il comportamento del profeta Maometto possono fornire, viene messo riparo alla frammentarietà ed all'incompletezza di certe prescrizioni.
Per i fedeli dell’Islamismo la consuetudine derivante dalla sunnah è l’unico ed esclusivo commento ufficiale del Corano.
|