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Israel ben Eliezer (1698-1760) (chiamato anche Ba'al Sem-Tob) era pienamente cosciente del problema sollevato dal basso livello culturale dei più giovani e dallo stato di prostrazione spirituale e morale nel quale si trovano gli adulti.
Decise così di mettere in moto una campagna a due livelli, diversamente mirata per queste due fasce di età.
Tuttavia egli era ugualmente consapevole che il momento non era assolutamente favorevole ad un simile tentativo.
Gli errori sabbaitiani e franchisti erano ancora troppo recenti perchè fosse possibile agire senza suscitare sospetto e di conseguenza provocare la condanna quasi automatica dei rabbini e dei capi delle comunità.
L'opera doveva dunque essere svolta, almeno in un primo tempo, nella più assoluta discrezione.
Ba'al Sem-Tob stesso era discepolo di un saggio chiamato Baal Shem, maestro del nome. Si trattava del Rabbi Adam Baal Shem di Ropshitz, a sua volta discepolo di un saggio della precedente generazione il Rabbi Yoel Baal Shem di Zamoshtz.
Già all'età di diciotto anni faceva parte di un gruppo di Nistarim, dei mistici erranti, ai quali Rabbi Adam Baal Shem aveva assegnato la missione di andare di villaggio in villaggio e da comunità in comunità per portare il conforto necessario al popolo ebraico e contribuire alla sua ricostruzione e spirituale.
In questo contesto Ba'al Sem-Tob prese atto dei bisogni, delle necessità e della realtà della condizione ebraica.
L'accesso alla cultura e al sapere, gli sembrò un terreno d'azione talmente determinante che per un breve periodo, scelse di esercitare la funzione di assistente presso l'istitutore di villaggio, consacrandosi in modo concreto all'educazione dei più giovani.
Dopo la morte del Rabbi Adam Baal shem, il Ba'al Sem-Tob divenne capo dei Nistarim.
Questo nuovo ruolo risulterà il più adatto a favorire l'auspicata diffusione dell'insegnamento.
La struttura funzionò in modo stupefacentemente efficiente, tanto che all'età di 36 anni il Baal Shem Tov assunse agli occhi di tutti, la funzione di capo spirituale del movimento che ben presto si sarebbe chiamato Chassidico.
Da allora Ba'al Sem-Tob potè contare su un certo numero di discepoli ripartiti in diverse comunità polacche che avevano già ampiamente preparato il terreno all'impressionante espansione che il movimento stesso avrebbe avuto.
Ovviamente fra i discepoli della prima ora vi erano degli eruditi di primo piano. Nel frattempo Ba'al Sem-Tob si prese cura di mantenere il contatto con le masse ebraiche.
A lui premeva di conservare il ruolo d'insegnante popolare. E' questa la ragione per cui nei sui insegnamenti il Baal Shem ricorreva spesso alla parabola o alla metafora in tutti i casi in cui questi permettevano trasmettere concetti profondi attraverso termini estremamente semplici.
Tuttavia, lo scopo evidente di questo insegnamento sembrava essere soprattutto quello di rispondere ai problemi del momento e a quelli che verranno.
Ba'al Sem-Tob non voleva creare un movimento rivolto solo ad un gruppo ristretto, dal sapore vagamente scismatico, e come tale chiamato a separarsi dalla corrente principale della tradizione ebraica.
Al contrario, concepiva un movimento di massa, che coinvolgendo inizialmente singoli individui o piccoli gruppi si espandesse a tutte le classi del popolo ebraico.
Naturalmente si scontro' con un'opposizione vivacissima.
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