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Era nato in Irlanda, e il suo vero nome non era quello latino del cantore di Enea, ma quello celtico di Fergal, poi latinizzato in Vergilius.
Era a capo di un'abbazia irlandese, quando venne chiamato a Salisburgo da Pipino il Breve, il quale dopo la conquista del Ducato di Baviera, aveva bisogno di missionari per pacificare il paese.
L'Abate Virgilio era uomo di vasta cultura, anche scientifica, e di grande iniziativa, anche nelle cose pratiche.
Ma all'inizio, per certe sue idee, incontrò a Salisburgo non pochi contrasti da parte degli ambienti più retrogradi.
Gli si rimproverò anche che governasse la diocesi come un vero Vescovo, pur non avendo ancora ricevuto la consacrazione.
Forse andò a Roma, per giustificarsi, e nel 755 venne consacrato Vescovo: con ciò venne suggellata la sua perfetta ortodossia dottrinale e venne confermata la sua apostolica autorità.
Fu un Vescovo instancabile nell'educazione religiosa del popolo e nelle opere di assistenza ai bisognosi.
Sotto di lui, la diocesi di Salisburgo, e poi tutta la Baviera, riacquistarono una vitalità spirituale e una vivacità sociale che fecero dimenticare molte antiche piaghe.
Pipino aveva forse avuto mire soprattutto politiche, ma il Vescovo Virgilio le superò, impostando il suo insegnamento e la sua azione su un piano esclusivamente spirituale e su criteri puramente morali.
Lo riconobbe anche il grande Alcuino, che fu poi maestro di Carlo Magno e comunicò all'augusto scolaro l'amore per la cultura classica e il rispetto per la dottrina cristiana.
A Salisburgo, il Vescovo Virgilio costruì una nuova, bellissima cattedrale nella quale, quando morì, nel 784, fu sepolto con grande onore.
Quattro secoli dopo, la cattedrale venne distrutta da un incendio: quando vennero scavate le fondazioni della chiesa da ricostruire, il corpo dell'Arcivescovo Santo fu riesumato, e accaddero su quello vari miracoli.
Fu allora rievocata la sua vita e ricordata la sua opera. Se ne raccolsero le memorie; si scrisse una biografia.
E come la sua consacrazione a Vescovo era avvenuta in ritardo, così, in ritardo, avvenne anche la sua canonizzazione, nel 1233.
Dopo cinque secoli, nel 1740, il nome di San Virgilio fu iscritto nel Martirologio Romano, mentre la devozione per il Vescovo irlandese di Salisburgo si andava man mano allargando, in tutta la Baviera, e ancora più lontano, nella fede, che non ha confini.
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