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Fu papa dal 432 al 440. Contribuì alla definitiva sconfitta del pelagianesimo, cui aveva aderito egli stesso da prete, prima che venisse condannato da papa Zosimo, e che combattè poi con tale accanimento che S. Agostino lo dovette invitare alla moderazione.
Intervenne inoltre per il ristabilimento della comunione tra S. Cirillo d'Alessandria e Giovanni di Antiochia: "Il beato Pietro apostolo ha tramandato nei suoi successori quanto egli ricevette... Non è poca la preoccupazione e il lavoro che ci incombe, perché la Chiesa sia senza macchie e senza rughe".
Fu anche un papa costruttore: a lui si deve la basilica di S. Maria Maggiore e il compimento e ampliamento di altre chiese romane.
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