Top: International: Italiano: Società: Pensiero: Religione: Cristianesimo: Santi e Beati: S: Siricio Papa, Santo


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La figura di San Siricio Papa, venne a lungo offuscata dal giudizio negativo che, sul suo conto, emerge dalle opere del grande San Girolamo, cioè di un personaggio per molti versi eccezionale soprattutto per la sua prodigiosa cultura ma facile ai giudizi avventati, ispirati a personale simpatia o antipatia, come ben sa chi ne abbia letto le vivacissime Lettere.

Si può dire che la scarsa simpatia del grande studioso sul conto del Papa Siricio abbia pesato su questo personaggio per quasi quattordici secoli, perché soltanto nel 1748 San Siricio fu accolto nel Martirologio Romano dal Papa Benedetto XIV.
Questi era abbastanza ferrato, come storico e come canonista, da poter dissentire dalle secolari prevenzioni di San Girolamo!

Siricio fu successore di San Damaso, e resse il pontificato dal 384 al 398.
Damaso era stato il grande protettore di San Girolamo, ma Siricio ebbe anch'egli un fortissimo campione al quale appoggiarsi, e la sua scelta fu quanto mai saggia, perché cadde su Sant'Ambrogio, Vescovo di Milano.
Milano era ormai la capitale dell'Impero di Occidente, e il Vescovo Ambrogio vi aveva raggiunto un'autorità senza precedenti.
Un Papa più meschinamente geloso avrebbe esitato a rafforzare il prestigio di quel personaggio dinanzi al quale il Vescovo di Roma rischiava di passare in seconda linea.

Invece, il romano Siricio, desideroso soprattutto del bene della Chiesa, affidò ad Ambrogio buona parte della direzione degli affari ecclesiastici, facendone quasi un socio nel governo della Chiesa.
Da parte sua, Ambrogio non approfittò di tale posizione e restò sempre in deferente atteggiamento nei confronti del Vescovo di Roma.

San Siricio, da parte sua, fu il Pontefice della moderazione e dell'equilibrio. Si sentiva veramente padre - o meglio servo - di tutti i fedeli, e rifuggiva dai particolarismi che spesso dividevano le varie Chiese. " Noi - diceva con bellissima espressione - portiamo il fardello di tutti coloro che sono gravati; o piuttosto è il beato Apostolo Pietro che lo porta in noi".

Il focoso San Girolamo, che si lanciava come una catapulta contro gli avversari veri o supposti, non poteva andar d'accordo con quel Papa nemico degli estremismi e delle intemperanze.
Si allontanò infatti da Roma per ritirarsi, asceta macerato e studioso insonne, in una grotta presso Betlemme, dove a buon conto ebbe per compagno (simbolico animale!) un ringhioso leone.
Eppure anche Girolamo, nel suo giostrare di infaticabile polemista, si trovava al fianco, di quando in quando, proprio il Papa Siricio, moderato e moderatore, ma non per questo tardo a difendere la verità e la giustizia.
Questo Papa non ambizioso né invidioso che sentiva veramente, sulle sue vecchie spalle, il fardello della universale comunità dei credenti, l'eredità gravosa di Pietro, di colui cioè che scioglie, ma è legato; che apre, ma è prigioniero.


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Testi ed immagini per gentile concessione di: F.Diani - Santi e Beati



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