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Nella Messa degli Sposi, la bella benedizione nuziale augura alla donna di essere "amabile come Rachele, saggia come Rebecca, longeva e fedele come Sara".
Il nome di Sara, o Sarai, voleva dire "principessa", e come una principessa Abramo la condusse seco, quando, per la chiamata di Dio, uscì dalla città di Ur, in Caldea.
In una notte serena, Dio aveva fatto ad Abramo la grande promessa: "Guarda il cielo. La tua discendenza sarà più numerosa e più fulgida di tutte le stelle che vedi nel cielo".
Ed ecco tre Angioli (simbolo della Trinità), presentarsi alla tenda di Abramo.
Il Patriarca li serve come ospiti di gran riguardo, e uno di essi esce nell'incredibile promessa: "Sara, tua moglie, avrà un figlio".
La donna, che stava ad origliare, si mise a ridere: "Ora che sono vecchia e che il mio sposo è cadente, ridiventerò giovinetta?", pensò.
Il Signore la rimproverò: "C'è qualcosa di difficile a Dio?".
E la donna, con un tratto di femminile finzione, cercò di negare: "Non ho riso!". "Non è vero: tu hai veramente riso".
E nacque Isacco, il "figlio del riso".
Qui s'inserisce uno degli episodi più penosi della Bibbia, che ripugna fortemente alla nostra moralità.
Avuto il sospirato figlio, Sara convince Abramo, addolorato e riluttante, a scacciare Agar con il figlio Ismaele.
Madre e bambino, con un pane e un otre d'acqua, furono allontanati dalla tenda di Abramo, ed andarono errando nel deserto di Bersabea. Finita l'acqua, Agar lasciò il fanciullo sotto un albero e si allontanò, per non vederlo morire. Poi si abbandonò al pianto.
Il Signore scese in aiuto dei due miseri, e Ismaele visse, diventando, dice la Bibbia, "esperto nel tiro dell'arco".
Nonostante ciò, rimane nell'anima una punta di riprovazione per la condotta di Sara.
Come si spiega tanta crudeltà nella donna che univa la propria vita al Padre di tutti i credenti?
La cosa non si spiega, ma s'interpreta, come debbono essere interpretati molti altri episodi della Bibbia, sconcertanti alla prima lettura.
Secondo San Paolo, Sara rappresenta la libertà, mentre Agar rappresenta la servitù.
Isacco, figlio legittimo, è il simbolo del popolo eletto; Ismaele, figlio illegittimo, è il simbolo del popolo non eletto, che d'altra parte Dio non abbandona né rinnega, ma soccorre anche fuori della Legge.
Sara, rimase al fianco di Abramo come madre dei credenti, fino a centoventi anni di età. Per seppellirla, Abramo acquistò un intero campo, con una caverna, che guardava verso Mambre.
E per secoli, tutti i discendenti di Isacco si additarono con venerazione quella tomba.
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