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Il suo nome di battesimo in arabo è Boutroussyeh, che corrisponde all’italiano Pierina. Da religiosa si chiamerà Rafka (Rebecca) che è il nome di sua madre, morta quando lei aveva sette anni.


Rafqa nacque a Himlaya, villaggio del Metn settentrionale, il 29 giugno 1832.
Era figlia unica di Mourad Saber al-Choboq al-Rayès e di Rafqa Gemayel; fu battezzata il 7 luglio 1832 e ricevette il nome di Boutroussyeh (Pierina). I suoi genitori le insegnarono ad amare Dio e a pregare quotidianamente.
Nel 1839, quando aveva sette anni, perse sua madre, alla quale era molto attaccata.
Suo padre cadde, allora, in povertà e, nel 1843, la mandò a Damasco, a servizio nella casa di Asaad al-Badawi, che era di origine libanese, dove restò quattro anni.

Rafqa tornò alla casa paterna nel 1847 e scoprì che suo padre si era risposato in sua assenza con una donna chiamata Kafa.
Ella aveva, allora, quindici anni; era bella, socievole e di buon carattere, dotata di una voce melodiosa e di una religiosità profonda e umile.
La sua zia materna voleva farla sposare a suo figlio, e la sua matrigna invece al proprio fratello, e ciò fece nascere un dissidio fra loro.
Rafqa fu addolorata di questo e decise di farsi religiosa.
Rafqa nella Congregazione delle Mariamât (Figlie di Maria) (1853-1871)
Rafqa chiese a Dio di aiutarla a realizzare il suo desiderio.
Le si presentò, allora, alla mente l'idea di recarsi al convento di Nostra Signora della Liberazione a Bikfaya, per divenire religiosa, insieme ad altre due ragazze che aveva incontrato lungo la strada.
Al momento di entrare in chiesa, ella sentì una gioia interiore indescrivibile.
Un solo sguardo gettato sull'immagine di Nostra Signora della Liberazione fu sufficiente per confermare in lei la chiamata a consacrarsi a Dio: "Tu diventerai religiosa" le diceva una voce nel profondo del suo cuore.
La Madre Superiora accettò lei sola, senza le sue due compagne, senza farle le domande d'uso. Rafqa non ritornerà più a casa sua. Suo padre e la moglie si recarono al convento, per cercare di distoglierla dalla sua decisione, ma inutilmente.
Ella fece un anno di postulantato e il 9 febbraio 1855, festa di San Marone, prese l'abito di novizia.
Il 10 febbraio dell'anno seguente (1856), emise i voti religiosi, sempre nel convento di Nostra Signora della Liberazione a Bikfaya.
Il primo agosto 1858, la giovane religiosa fu inviata al Seminario di Ghazir, in compagnia di suor Maria Gemayel.
I Padri Gesuiti dirigevano, all'epoca, quel seminario. I superiori si proponevano, allora, di dare un'educazione adeguata alle ragazze che desideravano entrare fra le Mariamât. Oltre a questo incarico, fu affidato a Rafqa il servizio della cucina del seminario.
Fra i seminaristi c'erano, a quel tempo, il futuro Patriarca Elia Huwayek, l'Arcivescovo Boutros al-Zoghbi e molti altri.
Durante il soggiorno a Ghazir, profittò dei momenti liberi per approfondire le proprie conoscenze della lingua araba, dell'ortografia e dell'aritmetica.

In seguito i superiori la inviarono in numerose scuole della montagna libanese, come Beit-Chabab, Choueir, Hammana,e altre.
Nel 1860, Rafqa fu trasferita a Deir al-Qamar, per insegnare il Catechismo ai giovani.
Ebbero luogo in quel periodo i drammatici avvenimenti che insanguinarono il Libano in quell'anno. Rafqa vide con i propri occhi il martirio di un gran numero di persone. Ebbe anche il coraggio di nascondere un bambino sotto il proprio mantello, salvandolo dalla morte. Rafqa trascorse a Deir al-Qamar circa un anno: poi tornò a Ghazir, passando per Beyrouth.

Nel 1862, per ordine dei suoi superiori, Rafqa fu trasferita alla scuola della sua Congregazione a Jbeil, dove trascorse un anno a istruire le ragazze ed a formarle nei principi della fede cristiana.

All'inizio del 1864, fu trasferita da Jbeil a Maad, su richiesta del grande benefattore Antoun Issa. Vi rimase sette anni, durante i quali fondò una scuola per istruire le ragazze; fu aiutata, in questo, da un'altra religiosa.

Rafqa si addormentò nel Signore in odore di santità il 23 marzo 1914, dopo una vita passata nella preghiera, nel servizio e nel portare la Croce, affidandosi all'intercessione di Maria, Madre di Dio, e di San Giuseppe. Fu sepolta nel cimitero del monastero.
Il 10 luglio 1927 la sua spoglia mortale venne trasferita in una tomba nuova, in un angolo della chiesa del monastero, e questo in seguito all'introduzione della sua causa di beatificazione, il 23 dicembre 1925, ed all'inizio dell'inchiesta sulla fama di santità, il 16 maggio 1926.
Sua Santità il Papa Giovanni Paolo II l'ha dichiarata Venerabile l'11 febbraio 1982; fu beatificata il 17 novembre 1985 e canonizzata il 10 giugno 2001.


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Santa Rebecca

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