|
Gli studi sulla sua persona sono discordanti, anche perché le notizie pervenutaci sono state tratte da tradizioni orali dei secoli VIII e X.
Egli era un presbitero di Aosta, che aveva il compito di custodire e celebrare, nella chiesa cimiteriale di s. Pietro.
Questa figura di custode e celebrante di una determinata cappella o chiesa cimiteriale, era molto diffusa nei secoli passati e a volte quando questi edifici si trovavano in zone più isolate, questi custodi-celebranti prendevano il nome di eremiti, a cui si rivolgevano i fedeli per le loro necessità spirituali.
E come un eremita viveva s. Orso, uomo semplice, pacifico e altruista, trascorrendo il tempo nella preghiera continua, sia di giorno che di notte, dedito al lavoro manuale per procurarsi il cibo per vivere, accogliendo e consolando e aiutando tutti quelli che a lui accorrevano.
Il tutto costellato da miracoli e prodigi, testimonianza della sua santità.
Se incerto è il periodo in cui visse fra il V e l’VIII secolo e più sicuro il giorno della morte che poi è diventato il giorno della sua festa: 1° febbraio.
Il suo culto, oltre che ad Aosta dove l’antica chiesa di s. Pietro è diventata la Collegiata di s. Pietro e s. Orso, si estese anche nella diocesi di Vercelli, Ivrea e altre zone dell’Italia Nord- Occidentale.
E’ invocato contro le inondazioni, le malattie del bestiame; a lui è intitolata la millenaria Fiera di s. Orso che si tiene nel giorno della vigilia della sua festa ad Aosta.
|