Top: International: Italiano: Società: Pensiero: Religione: Cristianesimo: Santi e Beati: O: Oliviero Plunkett, Santo


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S. Oliviero Plunkett nacque nel 1625 a Lougherew, nella diocesi di Meath, da una famiglia anglo-normanna.
Educato cattolicamente, studiò a Roma presso il Collegio Irlandese e ricevette l’ordinazione sacerdotale nella cappella del Collegio Urbaniano di Propaganda Fide nel 1654 dalle mani di un Vescovo irlandese rifugiatosi a Roma a causa delle persecuzioni di Cromwell.

Trovatosi, proprio a causa di questa situazione, nell’impossibilità di tornare in Irlanda, Oliviero esercitò per alcuni anni il ministero sacerdotale a Roma.
Entrò fra i cappellani della casa oratoriana di San Girolamo della Carità e si dedicò alla cura spirituale degli infermi.
Nel frattempo si laureava in diritto alla Sapienza.

Nominato nel 1657 professore di teologia al Collegio Urbaniano, insegnò per dodici anni ai giovani destinati a recarsi in missione e svolse attività di consigliere per gli affari irlandesi della Sacra Congregazione di Propaganda Fide.

Morto Cromwell, in Irlanda cominciò un tempo più sereno per la Chiesa e il Plunkett fu nominato Arcivescovo di Armagh.
Ricevuta l’ordinazione episcopale nel 1669, nel marzo dell’anno successivo tornò in Irlanda dove si prodigò con gran zelo nella riorganizzazione dell’Arcidiocesi.
Lavorò per tre anni in modo instancabile. Ricominciata la persecuzione, l’Arcivescovo Plunkett, all’ordine di lasciare il paese, preferì rimanere con i suoi fedeli.
Scelse la via della montagna e dei boschi, e per mesi dovette soffrire molto per il freddo e la fame.
Tra i patimenti, era grato al Signore di potersi dedicare allo studio e alla meditazione della Parola di Dio.
Dopo una breve pausa, che vide Mons. Plunkett riprendere provvisoriamente il suo ministero, scoppiò una nuova e grave crisi con le rivelazioni di un “complotto cattolico”.

L’Arcivescovo fu coinvolto nel processo di Dundalk nel 1680, e poi trasferito a Londra dove l’anno dopo fu ancora processato e infine condannato a morte.
Sopportò le calunnie, il carcere e le altre sofferenze con indomita fede.
Morì il primo luglio 1681.
Fu beatificato il 23 maggio 1920 da papa Benedetto XV.
La memoria liturgica è il primo luglio.

Molte considerazioni si poterebbero fare su questo nuovo Santo.
Tra queste possiamo ricordare la sua incredibile energia. Sapeva conciliare i doveri di pastore (trascorreva buona parte del suo tempo tra il suo popolo) e di amministratore, con regolari e attente relazioni a Roma.
Colpisce di lui, pure, la sua acuta intelligenza, la sua cultura, e la sua preoccupazione per i “media”.
Concludendo il nostro discorso su sant’Oliviero, vogliamo ascoltare le parole del Postulatore della Causa, John Hanly, che scrive di lui sull’Osservatore Romano del 12 ottobre 1975:
"La Chiesa, oggi come sempre, ha bisogno dell’esempio dei suoi santi membri. Ed ha anche bisogno della loro intercessione presso il trono di misericordia. L’esempio di Oliver Plunkett può oggi ispirare il fedele che vive in Paesi ove la fede cattolica è in vari modi ostacolata, se non addirittura apertamente ostacolata. Egli, in quanto arcivescovo di Armagh, fu un pover’uomo, ma curò per i sacerdoti della sua provincia un alto livello di decoro clericale, il che non è oggi per la Chiesa un esempio da poco rilievo.
Se questi livelli fossero stati mondani, il primo soffio della persecuzione lo avrebbe trovato fuggiasco, anziché nelle vesti del buon pastore pronto a soffrire pur rimanendo fedele al suo gregge.
Il mondo odierno, nel quale hanno così poco senso, la vocazione, la fedeltà al proprio compito, ha bisogno del suo esempio".


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Testi ed immagini per gentile concessione di: F.Diani - Santi e Beati



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