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Arriva a essere suddiacono, e lì si ferma. Sta un po’ al servizio dell’arcivescovo di Colonia, poi va al seguito dell’imperatore Enrico V. E non si rovina con le penitenze. Più feste che preghiere, più banchetti che digiuni. Chiaro esempio di come dev’essere un ecclesiastico. E all’epoca non è il solo, malgrado ogni sforzo di papi e vescovi riformatori.
Ma nel 1115, mentre è in viaggio, un fulmine lo sfiora, lo tramortisce, e lui non ha dubbi: questo è un segnale, forse un ultimo avviso.
Ripresi allora gli studi, è ordinato sacerdote e comincia a viaggiare; sempre a piedi nudi.
Predica ai cristiani, ma soprattutto ai preti: prima del gregge, bisogna raddrizzare i pastori.
Nel 1120 si ferma a Laon, in Francia: ottiene dal vescovo Bartolomeo una valletta incolta e vi si stabilisce con alcuni compagni.
E con un progetto: creare una comunità di votati alla parola e all’esempio.
Così nel 1121 nasce un Ordine religioso che dal nome della valle, Prémontré, si chiamerà Premonstratense.
La disciplina è monastica: vita in comune, con lavoro e preghiera diurna e notturna, ma con in più la predicazione esterna.
Dunque una comunità legata sì al monachesimo classico, ma anche chiamata all’evangelizzazione, “fuori”.
Norberto anticipa in parte quella che sarà poi la missione di Francescani, Domenicani e altri Ordini mendicanti.
I Premonstratensi, vestiti di bianco, cristianizzano popolazioni nell’Est europeo, dissodano terre, bonificano paludi in Olanda, si espandono in tutta Europa, arrivano anche in Palestina (dove molti di loro saranno poi uccisi).
Dopo i secoli della grande espansione (XIII e XIV) vengono i tempi delle persecuzioni, degli abbandoni, con i conflitti religiosi in Europa, poi con la Rivoluzione francese.
Tutto sembra finire quando nel 1834 muore il Generale dell’Ordine, e non ha successori.
Ma nel 1869 si avvia la rinascita, e ora i Premonstratensi sono presenti e operanti nella Chiesa.
Norberto, nel 1126, è diventato arcivescovo di Magdeburgo.
Poi l’hanno coinvolto i drammi della Chiesa al suo vertice.
Nel 1130, morto Onorio III, ci sono a Roma un papa (Innocenzo II) e un antipapa (Anacleto II).
E c’è il re tedesco Lotario III che vuole essere incoronato a Roma, ma non sa da quale dei due.
Norberto si schiera con Innocenzo II (difeso vigorosamente da san Bernardo), accompagna in Italia Lotario e lo fa incoronare da lui; e continua a lavorare in Germania per ristabilire l’unità della Chiesa, mettendo fine allo scisma.
Muore poi nella sua sede arcivescovile. Nel 1582 papa Gregorio XIII lo proclamerà santo.
Le spoglie di Norberto, all’inizio dell’anno 1627, furono deposte nella chiesa del cenobio dei Canonici Premonstratensi a Strahow, nella città di Praga, dove, poco dopo, in suo onore fu innalzato uno splendido altare.
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