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Condivise con l’amico Basilio ed il di lui fratello Gregorio la formazione culturale e il fervore mistico (tutti e tre si erano ritirati in solitudine ad Annesi, lungo le rive dell'Iris, per dedicarsi indisturbati allo studio delle opere di Origene e di Metodio d'Olimpo).
Temperamento di teologo e uomo di governo, rivelò nelle sue opere oratorie e poetiche l’intelligenza e l’esperienza del Cristo vivente e operante nei santi misteri.
Nato come S. Basilio - che gli è unito nel ricordo liturgico - nel 330, San Gregorio Nazianzeno sopravvisse una decina d'anni all'amico, morto nel 379.
Uomo di studio e poeta, per la sua eccellente dottrina ed eloquenza ricevette l'appellativo di "teologo".
Celebre è il suo appassionato "Discorso d'addio", pronunciato quando dovette abbandonare Costantinopoli (ne fu eletto patriarca nel 381) per le mene dei suoi avversari.
"Tutto è instabile", egli scrisse nei suoi Poemi morali, "affinché portiamo amore alle cose stabili".
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