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Come accade di solito per i papi dei primi secoli, bisogna esercitare una critica severa sulle (poche) notizie che ce ne sono state tramandate.
E’ il caso specifico di Sotere e Caio: una nota degli estensori del nuovo calendario dichiara infatti: "La memoria di S. Sotere (circa l'anno 175) e di S. Caio (22 aprile 296), introdotta nel Calendario romano nel secolo XIII, viene abolita: a nessun titolo infatti S. Sotere e S. Caio sono da annoverare nel numero dei martiri.
S. Caio è ricordato nella Depositio episcoporum (354), mentre si ignora il giorno natale di S. Sotere".
Di S. Caio si diceva che fosse parente dello stesso Diocleziano e fosse altresì zio di una non meglio identificata S. Susanna.
A lui inoltre si faceva risalire la definitiva strutturazione degli ordini inferiori all'episcopato; ma sono notizie non verificabili, mentre sembra da escludere il suo martirio, perché essendo stato papa dal 283 al 296 morì prima che Diocleziano scatenasse (nel 303) la persecuzione.
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