Top: International: Italiano: Società: Pensiero: Religione: Cristianesimo: Santi e Beati: A: Augusto, Santo


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Sant'Augusto di S. Sinforiano (Abate): ci attira subito la celebrità del nome, che, prima di diventare proprio di persona, fu aggettivo e attributo dei romani Imperatori, a cominciare dal primo e maggiore, Ottaviano Augusto, successore di Cesare: sovrano giusto e pacifico, sotto il cui scettro nacque, nella lontana Betlemme, Gesù.

Ci sono nel Calendario tre o quattro santi di nome Augusto: quello ricordato il 7 ottobre è il più celebre, anche se la sua devozione è stata piuttosto limitata.
Fu francese, e visse a Bourges nel VI secolo: almeno nei suoi tratti fisici non ebbe nulla in comune con l'Imperatore di cui ripeteva il nome - e il cui aspetto ci è noto, con sufficiente esattezza, dalle pagine degli scrittori e soprattutto dalle opere d'arte.
San Gregorio di Tours lo dice infatti anchilosato ai piedi e alle mani. Per muoversi, si trascinava faticosamente e penosamente sui gomiti e sulle ginocchia. Ma l'infermità delle membra non lo scoraggiò, né rese anchilosata la sua anima, che restò sana e integra, di cristiano ricco di buona volontà.

Aiutato dalle elemosine dei fedeli, Sant'Augusto si propose di costruire una chiesa dedicata al grande Vescovo francese San Martino. Riuscì infatti a compiere quell'impresa che sembrava tanto superiore alle sue forze.
E quando la chiesa fu terminata, a Bourges, egli vi fece portare alcune preziose reliquie del Santo titolare.
Si narra che proprio per la virtù taumaturgica di queste reliquie, lo storpio che non si era arreso davanti alla sua infermità riacquistasse l'uso delle membra.
Ma non approfittò per allontanarsi: restò presso la chiesa da lui costruita, in una piccola comunità monastica.
Se da infermo aveva superato le menomazioni del suo corpo rattrappito, risanato seppe soggiogare il corpo vigoroso.
Rifiutò le gambe a vani movimenti, le mani a indegne occupazioni. Stette fermo e tranquillo, in preghiera e in penitenza.

Il Vescovo della città lo creò Abate del monastero di San Sinforiano, e Sant'Augusto, senza abbandonare i suoi monaci penitenti, governò di lì, saggiamente, tanto l'una quanto l'altra comunità.
E in tale incombenza santamente morì, si crede verso il 560, in circostanze che non conosciamo.


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Testi ed immagini per gentile concessione di: F.Diani - Santi e Beati



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