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Adalberto visse alcuni anni nel monastero di Sant'Alessio, sull'Aventino.
Come vescovo di Praga (989) si dedicò costantemente all'attività missionaria e si adoperò affinché uomini di origini diverse trovassero la via dell'unità attraverso la comunione di fede, lingua e cultura.
Nella primavera del 997 Adalberto e i suoi compagni furono trucidati presso la costa baltica mentre erano impegnati a predicare.
Il duca di Polonia riscattò la salma e la fece poi collocare a Gniezno (prima sede episcopale polacca) nel duomo costruito nell’anno 1000.
Intanto nel 999 Papa Silvestro II l'aveva già proclamato santo, e nello stesso anno giungeva a Gniezno in pellegrinaggio l’imperatore Ottone III, che costruì poi a Roma, nell'Isola Tiberina una chiesa in suo onore (oggi san Bartolomeo).
Nel 1039, poi, Praga accoglierà per sempre, nella cattedrale, i resti di Adalberto, il suo primo vescovo slavo.
Davanti a quei resti, dopo quasi mille anni, ha pregato Giovanni Paolo II, Wojtyla, il primo pontefice slavo della storia cristiana.
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