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La forma epistolare della lettera di Giacomo è ridotta al minimo, essa ha l'aspetto di una omelia, che echeggia lo stile profetico e soprattutto lo stile sapienziale dell'Antico Testamento.
Nonostante l'accentuazione giudaica e la rarità del nome di Gesù (1, 1; 2, 1), è uno scritto impregnato di spirito cristiano in cui non mancano accostamenti col discorso di Gesù sulla montagna e con il materiale parenetico del Nuovo Testamento.
Il Giacomo autore dello scritto sembra essere l'omonimo capo della comunità cristiana di Gerusalemme, che si rivolge a giudeo-cristiani dispersi nel mondo greco-romano.
Egli morrà nel 62 e più probabilmente scrisse tra il 57 e il 62, a motivo delle relazioni che si notano tra la lettera e gli altri scritti dell'Antico Testamento.
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