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Abacuc visse nel regno meridionale di Giuda e annunciò l’imminente invasione dei Caldei, cioè del Babilonesi, che nel giro di una decina di anni porteranno Gerusalemme alla totale rovina (587 a.C.).
Abacuc, come Naum, vede in Babilonia lo strumento della giustizia di Dio, ma, questa volta, sulle ingiustizie di Giuda e degli oppressori dei poveri; si salverà soltanto chi è giusto e chi nella fede cerca rifugio in Dio.
Il libro consta di 3 capitoli.
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E’ tipica di questo libro la forma dialogica (1, 2-11; 1, 12 – 2, 5) e la chiusa in forma di salmo (c. 3).
La risposta che il profeta dà all’angoscioso problema del male (2, 4) – in concreto, della prosperità dei cattivi – è come un presentimento della fede che salva proclamata da Paolo, il quale cita espressamente questo profeta (At 13, 40-41; Rm 1, 17).
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