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Il libro è una sintesi dell'insegnamento rivolto a un vasto pubblico, piuttosto agiato e colto.
La sua sapienza risente molto della tradizione religiosa di Israele, ma è aperta agli stimoli della modernità.
La sua preoccupazione maggiore riguarda le virtù fondamentali, la fede per esempio, ma anche l'elemosina.
I temi trattati dall’autore, con frequentissime riprese, non seguono un ordine discernibile; in genere, l’opera si può dividere in due grandi parti: una collezione di massime (2, 1 – 42, 14), una lode a Dio e un elogio delle grandi figure della storia d’Israele (42, 15 – 51, 30).
Nel solco della tradizione ebraica, anche il Siracide parla della sapienza come dono divino, per formare la gioventù fedele e assicurare la felicità.
La sapienza è identificata in concreto con la legge data al popolo eletto. Gli antenati di Israele sono presentati come illustri esempi di uomini guidati nella sapienza nell’esercizio delle più alte virtù. Ogni uomo dovrà rendere conto a Dio del suo operato per riceverne, nell’al di là, premio o castigo.
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