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Il libro si presenta come opera del re Salomone con un evidente artificio letterario, perché esso è opera di un pio giudeo di lingua greca, sicuro conoscitore del mondo ellenistico, che viveva in Alessandria d’Egitto tra il 120-80 a.C.
Imbevuto della più pura tradizione biblica, l’autore si rivolge ai suoi correligionari che vivevano in ambiente greco, per convincerli della superiorità della sapienza ebraica, ispirata da Dio e concretamente espressa nella legge che governa il popolo eletto, sulla filosofia e la vita pagana.
Nelle sue grandi linee, il libro espone le vie della sapienza opposte alla via degli empi (cc. 1-5), la sapienza in se stessa come realtà divina (cc. 6-9), le opere della sapienza divina nella storia di Israele (cc. 10-19).
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