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Giobbe, un sapiente sceicco arabo la cui fama risale alla letteratura fenicia dei secc. XV-XIV, è scelto a protagonista di un dramma angoscioso per l’umanità di tutti i tempi.
Nel dialogo con tre suoi amici, che rappresentano le ragioni della sapienza tradizionale, Giobbe sostiene che la sofferenza del giusto costituisce una profonda ingiustizia; i suoi amici al contrario lo considerano un peccatore giustamente punito.
A Giobbe non resta che appellarsi a Dio, al quale chiede conto del suo comportamento razionalmente ingiustificabile.
Dio interviene non per dare spiegazioni, ma per invitare Giobbe all'umiltà di fronte a un problema che supera la capacità di comprensione dell'uomo.
Il libro consta di 42 capitoli.
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