La Società

La Società è qualsiasi sistema di rapporti sociali in cui vivono gli uomini (da: MacIver).

Il concetto di società è anche connesso con quello di Stato, che ne rappresenta l’autorità o il potere.
Nucleo originario della Società resta la famiglia, che è la prima con cui l’individuo, nascendo, stabilisce dei vincoli; le famiglie, a loro volta, fin dai remoti albori della civiltà umana, si associano in raggruppamenti più vasti.
Nel corso dei millenni si è passati attraverso specifiche fasi: dalle società dedite alla caccia a quelle dedite alla pastorizia, fino alle società agricole ed a quelle complesse.

La limitata forza del singolo che, debole e indifeso, non riuscirebbe a procurarsi i mezzi di vita è il motivo principale che spinge all’associazione, intesa come mezzo migliore per provvedere, con sforzi congiunti, alla difesa dalle minacce della natura, delle belve e di altri gruppi ostili.
Nell’ambito della comunità prevale la solidarietà tra gli associati e viene regolamentato l’egoismo e l’interesse del singolo che devono coordinarsi con l’interesse di tutti, al fine del mantenimento della pacifica convivenza. Si avverte così, per la prima volta, l’esigenza di un equilibrio di interessi, di una prestabilita distribuzione di beni, e con ciò la prima idea di una disciplina sociale, di un ordine, di una legge.
Per assicurarsi il vantaggio di partecipare ad un gruppo che, all’occorrenza, mette a disposizione del singolo le forze congiunte di tutti i consociati, ciascuno si rassegna a mettere un freno alle proprie pretese personali; e se tra i consociati sorge una occasione di conflitto, la disciplina della convivenza interviene subito a chiarire quale è l’interesse che deve prevalere e quale l’interesse che deve essere sacrificato.
Con ciò è sorta la distinzione tra il mio e il tuo, tra il lecito e l’illecito: ossia l’idea reciproca di diritto e di dovere (ubi societas, ibi ius).

Fatalmente, la solidarietà sociale esistente all’interno del gruppo si trasforma in ostilità contro tutti gli estranei, cioè coloro che non appartengono a quella comunità.
La lotta primitiva tra uomo e uomo, che è vietata nei rapporti interni alla comunità, si trasferisce su un piano più ampio: la ferocia individuale diventa bellicosità associata di gruppi che lottano tra loro per contendersi i beni del mondo. L’associazione ha fatto scomparire la rissa individuale, ma ha fatto nascere la guerra.
Fino dalle origini della civiltà umana si evidenzia questa specie di fatale reciprocità tra associazione e guerra: gli uomini si associano per procacciarsi e poi pacificamente ripartirsi i beni raccolti per il loro sostentamento, ma in questo associarsi c’è già implicito l’intento di escludere dalla ripartizione gli "stranieri"; e ciò spinge gli "stranieri" ad associarsi a loro volta per non sottostare a tale esclusione.

Il substrato della solidarietà sociale, cioè i motivi della sua formazione ed i suoi modi d’organizzazione (varie componenti di ordine morale, economico, politico, religioso ed altro), conduce ad un progressivo allargamento dei fenomeni associativi: comunità che in origine erano in lotta tra loro si alleano e si fondono in una sola comunità per tener testa alla minaccia di una comunità più potente. Territori limitrofi, un tempo divisi tra il dominio di più gruppi ostili, si unificano sotto la denominazione di una sola più vasta comunità.

Nascono così le città che costituiscono le varie regioni, fino ad unificarsi per dare origine alla Nazione.

Società dedita alla caccia

Con questo termine si usa indicare principalmente il sistema di vita delle comunità del paleolitico superiore.

I mezzi di sussistenza vengono ricavati esclusivamente dalla caccia e dalla pesca, spesso solamente dalla pesca.


Società agricola

Qualsiasi comunità i cui membri ricavano dall'agricoltura i mezzi necessari alla sussistenza.

Questa indicazione è usata per descrivere sia il modo di vivere di alcune società preistoriche del periodo mesolitico sia per distinguere, in epoche più recenti, questo tipo di comunità da quelle che hanno subito il fenomeno della industrializzazione.


Società dedita alla pastorizia

Numerose comunità del periodo neolitico anzichè dedicarsi all'agricoltura preferiscono ricavare dall'allevamento e dal pascolo del bestiame i mezzi per il loro sostentamento.

Si tratta soprattutto di gruppi di nomadi o seminomadi che raramente si nutrono dei loro animali, limitandosi a cibarsi del latte e dei suoi derivati.


Società complessa

Quando nella collettività sono presenti molte attività diverse da svolgere; pertanto è richiesto un gran numero di persone specializzate in mansioni specifiche, che richiedono talento, abilità ed istruzione.
Nella società complessa la sopravvivenza di ciascun individuo dipende dal corretto svolgimento delle attività degli altri, i quali, a loro volta, dipendono dall’esecuzione delle mansioni affidate al singolo.


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