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Il 4 ottobre 1957, con il lancio dello Sputnik 1 l'ex USSR (Unione Sovietica), ora Russia, ha iniziato l'era dei voli spaziali, iniziando una competizione scientifica con gli Stati Uniti, durata molti anni.
Quasi tutte le prime conquiste spaziali sono state sovietiche (compreso il primo missile intercontinentale), dal primo satellite alla prima sonda spaziale automatizzata sulla Luna (Lunik), dal primo uomo e dalla prima donna nello spazio fino alla prima "passeggiata" nello spazio.
La loro sonda spaziale lunare automatizzata ha persino riportato i campioni della Luna sulla Terra.
Tuttavia, l'Urss non ha mai realizzato la discesa di un cosmonauta sulla Luna, anche perché non ha potuto sviluppare, prima degli USA, un razzo con sufficiente potenza ed affidabilità.
Dopo l’atterraggio USA sulla Luna dell'Apollo 11, nel 1969, i sovietici hanno cominciato a perseguire obiettivi a più lungo termine: hanno inviato per primi sonde automatizzate per esplorare Venere e Marte ed hanno stabilito una presenza permanente nello spazio, adattando la loro tecnologia, sperimentata per le missioni lunari, nella creazione di stazioni spaziali orbitali chiamate Salyut ed hanno usato la nave spaziale Soyuz per traghettare periodicamente le squadre ed i rifornimenti.
Nel 1986 il Salyut è stato sostituito dalla stazione spaziale modulare, MIR.
Sonde spaziali sono state inviate nello spazio anche da altre nazioni, spesso riunite in agenzie spaziali internazionali.
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