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Le sonde hanno scoperto, intorno a Giove, l'esistenza di anelli di particelle solide sul piano equatoriale e un campo magnetico 4.000 volte più intenso di quello terrestre che si estende fino a una distanza di 8 milioni di km.
La sonda Galileo, in particolare, ha scoperto che gli anelli vengono continuamente riforniti di materia dalla polvere che si origina dall'impatto di micrometeoriti con i quattro satelliti interni a quelli Galileiani (Metis, Adrastea, Amaltea e Tebe).
A differenza degli anelli di Saturno, quelli di Giove sono scuri (con un albedo pari a 0,05). Essi, probabilmente, sono composti da piccolissimi grani di materiale roccioso, e, a differenza di quelli di Saturno, non sembrano contenere ghiaccio.
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