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Boro

Nome Inglese: Boron
Simbolo chimico: B
Numero atomico: 5
Peso atomico: 10.811
Gruppo: Non metalli (dal colore giallo-marrone) Gruppo IIIB
Punto di fusione (K): 2352
Punto di ebollizione (K): 3923
Struttura: B12 Icosaedrica
Pericolosità: Tossico, per ingestione e inalazione. E' un irritante per la pelle, gli occhi, il primo tratto respiratorio e le mucose. Si incendia a temperatura ambiente in cloro o fluoro.
Elettronegatività: 2.04
Calore di fusione: 50.20 kJ/mol
Calore di Vaporizzazione: 489.70 kJ/mol
Anno e luogo di scoperta: 1808 - Inghilterra/Francia
Scopritore: Isolato nel 1808, ma non riconosciuto come elemento, da Sir Humphry Davy, Gay-Lussac e L. J. Thenard, fu identificato nel 1824 da Jöns Jacob Berzelius. Il primo boro puro è stato prodotto dal chimico americano W. Weintraub nel 1909.
Utilizzo: E' usato con titanio e tungsteno per preparare parti resistenti al calore nell'indusria aero-spaziale. Usato anche nell'industria vetraria


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B Boro

Il nome boro non deriva tanto dal termine inglese boron coniato da Davy nel 1812, ma piuttosto dal francese bore, usato da Gay-Lussac nel 1808 in una memoria in cui egli propone questo nome come derivato da borace (Na2B4O7*10H2O), intendendo -ace come suffisso.
Il termine boro è quindi da collegare alla parola borace, che trae la sua origine dall'arabo buraq (a sua volta dal persiano burah = nitro, salnitro, antico nome del nitrato V di potassio KNO3) e assunta nella sua forma adattata boracem nel latino medievale già nel IX secolo.
Infatti la borace si presenta per aspetto simile al salnitro con cui poteva benissimo essere confusa.


Testo di Pierandrea Malfi, Liceo Marco Foscarini di Venezia.


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