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Il nome antimonio proviene dal latino medievale antimonium, che deriva a sua volta, secondo la voce attualmente più accreditata, dall'arabo "itmid" con passaggi fonetici ancora non del tutto chiari.
Poiché i monaci usavano questo elemento con lo scopo di evitare o almeno ridurre gli spiacevoli effetti del digiuno (con il risultato di procurarsi un avvelenamento da antimonio spesso letale), fu così che alcuni speculatori videro nel nome antimonio una parola composta dal greco "antí" = contro e "mónos" = uno che vive da solo, cioè letteralmente "contro il monaco", ma questa ipotesi è priva di fondamento.
Piuttosto si può trovare nella parola antimonium, sulla base di una lettura più aderente alle proprietà di questo elemento, il concetto di "metallo che si trova raramente da solo", cioè allo stato nativo. (Infatti, si estrae di norma dalla stibnite (Sb2S3) e dagli ossidi valentinite e senarmontite (Sb2O3).
Diversa l'origine etimologica del simbolo chimico Sb, legato alla parola latina stibium = antimonio (per la verità un cosmetico a base di antimonio usato anticamente per tingere di nero le sopracciglia) e ci spiega la discrepanza così forte esistente tra simbolo chimico e nome dell'elemento.
Testo di Pierandrea Malfi, Liceo Marco Foscarini di Venezia
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