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Informazioni generali

Rispetto all'utilizzo della pianta intera (fitoterapia), la floriterapia prende in considerazione il solo fiore, paragonandolo alla testa (psiche) rispetto al corpo.

Sotto questo aspetto la floriterapia, tra i sistemi di cure naturali, è una scoperta dei nostri tempi; infatti, almeno fino ad oggi, non si è trovato alcun riscontro negli antichi manoscritti o nelle tradizioni popolari. Come per tante altre manifestazioni della forza guaritrice della Natura, illustri ricercatori e scienziati non hanno ancora potuto dimostrare il meccanismo di azione della floriterapia, ma ne hanno riconosciuto l’efficacia.

Nel 1983 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto l’efficacia terapeutica della floriterapia inserendola nell’elenco delle medicine non convenzionali (complementary medicine).

Per quanto riguarda il meccanismo d’azione, per ora sono state avanzate solo ipotesi. Quella più diffusa, anche se scientificamente non dimostrabile, fa riferimento alle terapie vibrazionali, secondo le quali nell’Universo tutto vibra ad una certa frequenza: alcuni elementi particolari, come i fiori o i colori (cromoterapia), o i cristalli (cristalloterapia) vibrano a una frequenza talmente alta da interagire con i campi elettromagnetici del corpo umano.
Veicolando nell’acqua le vibrazioni dei fiori, questa frequenza può quindi essere assunta regolarmente dall’organismo, costituito anch’esso di acqua per il 95 per cento.

Una particolare ricerca effettuata da scienziati italiani sulle strutture cristalline (diffrattometria) ha comunque dimostrato che, da un punto di vista chimico, l’aggiunta di alcune gocce di fiori ad una soluzione di base ha modificato i rapporti ponderali delle molecole tra loro (valori stechiometrici).


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Nuove ricerche in Floriterapia

Dopo la morte di Edward Bach (1936), la ricerca sulle proprietà di altre essenze di fiori è stata portata avanti con successo in tutto il mondo.

Citiamo brevemente:
- l'erborista californiano Richard Kats, fondatore di uno dei più importanti centri di ricerca al mondo (Flower Essence Society), che dal 1979 ha studiato e catalogato più di 100 fiori (rimedi californiani);
- il ricercatore tedesco Andreas Korte, che in Amazzonia ha individuato essenze particolari dalle orchidee che, come specie protetta, non solo non vengono colte (per cui l’energia del fiore è "catturata" con particolari procedimenti), ma non sono neanche citate le specie (i rimedi sono individuati con sigle);
- dal 1984, in Alaska, Steve Johnson ha individuato fiori dotati di una energia fuori dal comune (le foreste e tundre dell’Alaska costituiscono una nicchia ecologica più unica che rara);
- due medici australiani, Vasudeva e Barnao, utilizzando anche le conoscenze naturalistiche degli aborigeni, hanno individuato alcune particolari essenze nei fiori del Bush, tipico habitat naturale di questo continente.

Anche in Europa, oltre alla fondazione Bach in Inghilterra, la ricerca è effettuata in Francia, Germania ed Italia.
I ricercatori italiani hanno individuato 18 fiori "che crescono e vivono accanto a noi, respirano la nostra aria ed hanno radici nella nostra terra"; tra questi: Mandorlo, Limone, Cappero e Primula.


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Floriterapia per gli animali ed i vegetali

Ciascuno dei 38 fiori, (o la loro combinazione con non più di 5 tra loro), si riferisce a stati emozionali universali, che possono essere l’origine di problemi fisici attraverso i quali tutti gli esseri viventi (umani, vegetali o animali) possono passare in qualche particolare momento della loro esistenza.
Così come con le persone, anche con le piante o gli animali è importante individuare le loro emozioni; e ciò non è difficile, considerato che di solito si usano per loro le stesse parole con le quali definiamo le nostre emozioni.
Se il cane o gatto si agita sempre intorno, andrà bene Verbena o Erica; se è aggressivo, Agrifoglio; in caso di incidente o ferita, mentre arriva il veterinario, andrà bene il Rimedio di pronto soccorso; se fifone o pauroso Mimmolo gli darà coraggio; ed ancora Mimmolo insieme a Noce per il cucciolo appena arrivato e che vi guarda con occhi smarriti. Per il cane che abbaia ad ogni piccolo rumore, Verbena insieme a Faggio; e questi sono solo una piccola serie di esempi.

Per le piante è un po’ più complicato intuire le loro emozioni, ma non impossibile.
Spesso diciamo o pensiamo di una pianta: "mi sembra triste" oppure "è stata maltrattata" oppure ancora "mi sembra sofferente"; ed allora basta un po’ d’esperienza con la floriterapia e un po’ d’immaginazione per individuare il rimedio e far reagire positivamente le nostre piante (circa 10 gocce per 5 lt. d’acqua dell’innaffiatoio): per la pianta sofferente che cresce a stento vanno bene Olivo, Carpino bianco, Senape e Rosa canina associati; per lo shock da rinvaso, o per il troppo sole o la troppa acqua, Rescue Remedy; se è infestata da parassiti, per dare vitalità e far sviluppare nuovi germogli, Melo selvatico.
I risultati di riequilibrio emozionale sugli animali o sulle piante sono stati e sono la prova evidente che la floriterapia ha effetti reali e non placebo.



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