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La conoscenza delle tecniche fitoterapiche orientali è arrivata ai Greci attraverso la civiltà dei Persiani.
Inizialmente, come in tutte le civiltà antiche, la medicina era permeata da attributi magici e religiosi; ma intorno al V - VIII secolo la pratica terapeutica degli Asclepiadi, la casta dei medici, spogliò la medicina da questi attributi arcaici rendendola molto più pragmatica.
La cura con le piante medicinali è citata già da Omero, che nell'Iliade e nell'Odissea parla dei nepenti (forse derivati dall'oppio) che servivano per dimenticare tutti i dolori.
Nel 500 a.C., Xanto di Lidio decantava le proprietà del cetriolo selvatico; l'aglio era raccomandato da Aristofane, l'aneto e l'artemisia da Pitagora.
La fitoterapia greca sviluppa, inoltre, le tecniche terapeutiche orientali con le piante esotiche (specialmente cannella e zenzero) grazie alle spedizioni di Alessandro Magno.
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Lo studio delle Scienze Naturali e della Botanica hanno inizio presso la scuola filosofica fondata da Aristotele, che fa riferimento alla medicina ippocratica, per quanto concerne le tecniche terapeutiche.
In alcune sue opere, egli illustra le proprietà di alcune "piante magiche", come l'alloro ed il pioppo (la pianta sacra ad Ercole).
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Ippocrate di Cos, considerato il padre della medicina, ha il merito di aver raccolto ed elaborato, nel suo Corpus Ippocraticum, le conoscenze mediche del suo tempo, fornendo indicazioni sui rimedi naturali da usare per ogni malattia.
Il fondamento della medicina ippocratica è la visione globale della struttura psicofisica dell'individuo e del suo ambiente di vita. Qualsiasi terapia non deve limitarsi a curare i sintomi, ma deve aiutare il malato ad utilizzare le forze naturali (energia) che ha in sè per ricostituire il giusto equilibrio che porta alla guarigione.
Ippocrate univa al rimedio fitoterapico consigli sulla dieta, sugli esercizi fisici e sull'igiene; un regime globale che trova un certo seguito nelle metodiche della odierna naturopatia.
Primum non nocere: Ippocrate 2400 or sono invitava il medico ad individuare i rimedi che non producono effetti iatrogeni e che aiutano la forza risanatrice della Natura a ripristinare nell'organismo l'equilibrio energetico turbato da fattori esterni o interni al corpo stesso.
Altro assioma famoso di Ippocrate, ripreso dal fondatore della medicina omeopatica: simils similibus curentur.
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E' il successore di Aristotele e suo allievo.
Continua l'opera del Maestro: i criteri razionali usati nello studio delle piante ne fanno il padre della Botanica moderna.
Le proprietà antielmintiche oggi riconosciute al felce maschio sono state scoperte da Teofrasto, che nei suoi scritti dimostra di conoscere bene le varie tecniche da seguire per la raccolta delle piante: le diverse proprietà della pianta in relazione alla parte usata ed il tempo balsamico per il miglior utilizzo dei principi attivi.
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