Fin dall’antichità, quando l’Uomo era legato strettamente e intimamente con la Natura, la sua conoscenza del mondo vegetale era tale da sapere perfettamente quali piante erano dannose e quali potevano invece essergli utili per l’alimentazione o per correggere eventuali stati di malessere.
Le ricerche scientifiche moderne sulle proprietà medicinali delle piante hanno confermato molte delle antiche tradizioni popolari dando così vita alla odierna fitoterapia.
La Fitoterapia (dal Greco phytos = pianta e theraphia = cura) è la scienza che utilizza rimedi di origine vegetale (erbe o piante medicinali)) per curare o prevenire ogni alterazione dello stato di salute.
Un aspetto importante della fitoterapia è che i rimedi usati comprendono l'intero prodotto della pianta e non un solo principio attivo, isolato o riprodotto in laboratorio chimicamente.
Le osservazioni cliniche hanno confermato questo aspetto: il rimedio vegetale completo, cioè consistente di tutti i suoi costituenti, produce effetti diversi da quelli ottenuti utilizzando il singolo principio attivo.
Ciò perché la pianta medicinale è un organismo unitario, nel quale ogni suo costituente ha una propria ragione di essere ed esercita una determinata funzione; e tutte queste funzioni interferiscono tra di loro favorendo quell’attività terapeutica "dolce", propria della pianta intera, anzichè quell'azione "aggressiva" riscontrata con l’utilizzo del solo principio attivo.
A lungo termine, il totum vegetale della pianta rafforza le capacità di autodifesa dell’organismo e, invece di limitarsi ad eliminare i sintomi, stimola la reale guarigione.
In conclusione, con la fitoterapia si cerca di non affrontare semplicemente il sintomo, ma di correggere lo stile di vita della persona.
L’USO DELLA FITOTERAPIA NELLA PRATICA ODONTOIATRICA
L’USO DELLA FITOTERAPIA NELLA PRATICA ODONTOIATRICA Un articolo a cura dei medici e ricercatori: Andrea Possenti e Agostino Chilà (Univeristà di Roma - Tor Vergata), ed Antonio Imeneo.
PREVENZIONE NEL SOGGETTO ANSIOSO
PREVENZIONE DEL DOLORE NELLA TERAPIA POST-OPERATORIA
TRATTAMENTO DELLE INFEZIONI DEL CAVO ORALE Le infezioni orali sono un’evienenza abbastanza frequente nella pratica odontoiatrica quotidiana. La farmacologia moderna mette a disposizione una vasta quantità di farmaci antibiotici con efficacia variabile a secondo della gravità dell’infezione. Ma la sempre più crescente resistenza batterica e l’aumentata intolleranza da parte dei pazienti hanno reso più problematica la risoluzione delle patologie infettive orali. La fitoterapia, invece, consente di ottenere un ottimo risultato senza determinare effetti spiacevoli collaterali; infatti, la formulazione in capsule di un composto fitoterapico formato da SEMI DI POMPELMO e ECHINACEA ANGUSTIFOLIA ha risolto tranquillamente infezioni orali anche abbastanza complesse. Infatti, le qualità dei semi di pompelmo, già precedentemente descritte, sono notevolmente potenziate dall’azione dell’echinacea che sembra avere numerose capacità terapeutiche. L’Echinacea possiede azione immunostimolante aspecifica: quali aumento della fagocitosi, dei leucociti totali e dei neutrofili in particolare, della differenziazione dei granulociti immaturi in granulociti maturi del numero e dell’attività dei macrofagi e della produzione di interferone, di interleukine e di TNF da parte dei macrofagi. La pianta ha una spiccata azione antinfettiva su molti germi GRAM+ aerobi e su alcuni miceti (candida albicans), azione antivirale verso HSV-1 e l’influenza di tipo A2. Infine ha un’azione cicatrizzante ed antiflogistica: la prima inibendo l’enzima jaluronidasi e la seconda stimolando la produzione di ACTH con conseguente aumento della produzione surrenalica di glicocorticoidi. La posologia per la terapia antibiotica (IMMUNOSEPT) è di sei capsule da 500 mg al dì da ingerire indipendentemente dai pasti per sei gg. A questi dosaggi i pazienti hanno mostrato un grado di tollerabilità soddisfacente. In conclusione, la terapia farmacologica di supporto agli interventi odontoiatrici prevede normalmente l’impiego di antinfiammatori ed antibiotici che spesso causano problemi ai pazienti. La fitoterapia, invece, si propone come valida alternativa ai farmaci tradizionali per evitarne gli effetti collaterali. Quindi la fitoterapia può trovare una giusta collocazione nella terapia medica solo se può disporre di droghe vegetali tecnicamente ineccepibili e il più possibili standardizzate. Perché ciò si verifichi è indispensabile che il medico conosca approfonditamente le droghe vegetali dal punto di vista fitochimico, farmacologico, posologico, clinico e tossicologico e che il farmacista dispensi solamente rimedi fitoterapici conformi alla farmacopea ufficiale. In ultima analisi, questo vuole essere un invito ai medici a non ignorare un modo di curare, la fitoterapia, antico quanto l’uomo ma anzi a riscoprirlo, tenendo presente che esso ha perso quel carattere di empirismo che in passato lo caratterizzava, per assumere una connotazione scientifica sempre più simile a quella dei farmaci di sintesi, e che potrà ulteriormente crescere e perfezionarsi con il prezioso contributo di tutti quei professionisti che vorranno avvicinarvisi con serietà e passione. Andrea Possenti, Agostino Chilà ed Antonio Imeneo |