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Probabilmente i videogiochi sono stati inventati negli USA al Brookhaven National Laboratory.
Fu William Higinbotham (all'epoca capo della BNL Instrumentation Division) a disegnare nel 1958 quello che probabilmente è stato il primo videogioco.
In precedenza il laboratorio di Brookhaven accoglieva molti visitatori e le mostre organizzate nella palestra erano visitate da migliaia di persone. Proprio i giochi di Higinbotham permettevano di vedere ciò che l'Instrumentation Division era in grado di progettare e costruire.
Higinbotham spiegò: "Ho capito dai visitatori che la gente non è molto interessata alle mostre statiche, così mi venne un'idea per una esposizione pratica: un videogames di tennis."
Fu una scelta di grande successo che Higinbotham commentò così: "Ma se avevo realizzato una cosa del genere, avrei dovuto prendere il brevetto e l'U.S. Government se ne sarebbe appropriato."
A quanto si sa, un accenno al laboratorio di Brookhaven nell'introduzione di un libro (Basic Computer Games) è l'unico riconoscimento pubblico del gioco di Higinbotham. L'autore di quel libro, David Ahl (in seguito giornalista/editore del Creative Computing magazine), ha scritto il posto in cui sono nati i videogiochi potrebbe essere Brookhaven.
Queste informazioni le ha avute di persona dato che, un giorno del 1958, visitò proprio quel posto. Ahl andò al liceo a Malverne, Long Island, come vincitore di una borsa di studio e visitò il laboratorio in esame.
Che sia stato davvero il primo o no, il gioco di Higinbotham, chiamato "Tennis for Two", aveva caratteristiche analoghe a quelli moderni. Aveva simulato su uno schermo un campo da tennis che aveva una base con il margine della rete ad essa perpendicolare.
Ogni giocatore disponeva di una manopola ed un bottone. Ruotando la manopola veniva cambiato l'angolo della palla ed era la pressione del bottone a spedire quest'ultima nell'altra parte del campo. Se veniva colpita la rete la palla rimbalzava con un angolo inaspettato. Se oltrepassava la rete colpiva la base e rimbalzava con un angolo normale. Se invece scompariva dallo schermo, bastava premere un bottone di reset e la sfera riappariva e rimaneva ferma fino a quando veniva premuto un altro bottone.
Il gioco funzionava su un computer analogico che aveva i circuiti allacciati ad un oscilloscopio. Higinbotham ricorda: "Era semplice da progettare, prima di allora i computer analogici erano usati per risolvere problemi meccanici. Non avevano la precisione dei computer digitali, che non erano ancora raffinati a quel tempo, ma in questo modo non c'era bisogno di una grande precisione per giocare."
Higinbotham spiegò che furono necessarie 3 settimane per creare il gioco, che venne costruito con l'aiuto di Robert V. Dvorak, che era Specialista Tecnico nella Instrumentation Division ed è morto nel 1969. Sempre Higinbotham spiegò: "Bob ed io abbiamo lavorato molto bene insieme. Io ho fatto molti disegni e glieli ho passati, lui realizzò una patchboard, inoltre cambiavamo le cose che non funzionavano e le riparavamo in tempo per le mostre."
I disegni ufficiali vennero realizzati da Alexander Elia (un design engineer che ha lasciato il Brookhaven National Laboratory nel 1994), basandosi su quelli di Higinbotham. Higinbotham spiegò che le immagini mostravano degli errori causati da posizioni scorrette delle piattaforme, tuttavia il gioco funzionò benissimo lo stesso.
Soltanto i visitatori del laboratorio che passarono fra il 1958 ed il 1959 poterono provare il videotennis. Dopo questo biennio, infatti, l'oscilloscopio venne separato ed usato per altri scopi. Tuttavia, Higinbotham ed i suoi colleghi disegnarono per i nuovi visitatori un'altra attrazione costituita da una camera "di scoppio" scintillante che proiettava raggi cosmici che attraversavano la stanza.
Higinbotham apprese l'elettronica come studente di fisica al Cornell, dove lavorò come tecnico nel departimento fisico. Successivamente si dedicò ai radar al MIT's Radiation Lab ed al Los Alamos per il Manhattan District Project. Giunse al Brookhaven National Laboratory nel 1948, dove fu il capo dal 1951 al 1968. Ha ottenuto in tutta la sua vita circa 20 brevetti.
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