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Dragonland

Un gioco per bambini di Knizia? In realtà in Dragonland c'è più di quel che appare.
Certo, è un gioco semplice di pedine da far viaggiare su un tabellone lanciando due dadi, un pò come in non t'arrabbiare o Monopoli.

Meccanica di gioco:
Le pedine (una rossa, una verde ed una blu per ogni giocatore, è la forma delle pedine e non il colore ad identificarne il proprietario... primo tocco di genio) si spostano da un vulcano all'altro in questo territorio alla caccia di gemme (ogni pedina può prendere solo le gemme del proprio colore), diamanti e uova di drago (tutte le pedine possono prenderli).
La prima pedina a raggiungere un determinato vulcano ottiene un gettone bonus (oltre i 3 che ogni giocatore ha in dotazione all'inizio), questi permettono azioni speciali come mosse extra, scorciatoie lungo il fiume, "passaggi" a cavallo di drago, ecc...

In uno dei vulcani poi, è nascosta una fucina di anelli. Prima della fine della partita tutte le pedine devono essere passate da quel particolare vulcano a raccogliere il loro anello, pena l'annullamento a fini del punteggio delle gemme del colore della pedina senza anello per il proprietario della pedina stessa.

Lo scopo è raccogliere "set" di gemme e uova (un set è composto da una gemma per colore più un uovo. I diamanti si possono usare come jolly), quindi bisogna bilanciare bene la propria ricerca, non serve accumulare più gemme possibile quanto scegliere quelle giuste per completare il maggior numero di sets.

Componenti:
la grafica è carina, anche se mirata ad un pubblico di bambini non è troppo infantile. La torre per lanciare i dadi può essere usata in altri giochi, in generale è gradevolissima.

Conslusioni:
Il gioco è alla portata di un qualsiasi bambino di 8-10 anni, ma le strategie sono meno banali, anzi. La scelta di muovere o tenere ferma una pedina, di quale dado assegnare a quale pedina, dove dirigersi e quali gettoni bonus usare e quando.
Un ottimo gioco per introdurre ai boardgame più seri sia i ragazzini più svegli che gli amici più distratti.

Unico neo: le regole sono solo in inglese, ma non ci sono carte in lingua, quindi una volta tradotte le regole tutti possono giocare.
Scritto da Francesco De Stefano



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