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La parola roulette è il diminutivo della parola francese ruota o rullo. L'idea base del gioco è antica, i legionari romani giocavano con uno scudo facendolo girare sulla punta di una lancia. I contadini al posto dello scudo usavano una ruota di carro facendola girare su di un'asse verticale. Il gioco veniva chiamato "Ruota della fortuna". Una sua variante si giocava anche in India ed era chiamata "Dado girante". Solo nel XVII secolo la roulette prese la forma attuale di piatto suddiviso in sezioni, al posto della lancetta si iniziò ad usare una pallina di avorio che segnava il numero vincente, e da un gioco di abilità diventò un gioco di fortuna che divenne presto popolare tra l'aristocrazia di tutta Europa. Verso la fine del XVIII secolo fu introdotto il tavolo con i numeri segnati sopra, e le roulette diventarono più piccole e trasportabili.
Oggi la roulette francese è suddivisa in 37 sezioni. Il numero principale è lo zero che è verde e che rappresenta la sconfitta di tutti quelli che giocano, dal momento che è impossibile puntarci. Essendo solo una probabilità su 37 rende il gioco il meno favorevole per il banco fra tutti i giochi d'azzardo. Cosa che non cambia nella roulette americana dove c'è una variazione che prevede due zeri. I numeri da 1 a 36 sono colorati alternatamente con rosso e nero.
Il gioco funziona con un croupier che fa girare la roulette alternativamente a destra o a sinistra e lancia la pallina di avorio in senso contrario al giro della roulette stessa. Dopo aver perso di velocità la pallina si ferma su un numero, magari dopo uno o più rimbalzi. Il croupier annuncia il numero vincente e poi paga i vincitori.
Cronologia
1657
Blaise Pascal, studioso francese, propone un meccanismo della roulette ideato mediante lo studio dei moti perpetui. Pubblica un trattato dedicato ai movimenti cicloidali gettando anche nuove basi per studiare il calcolo delle probabilità.
1796
La roulette inizia ad apparire nelle sale da gioco parigine. Lo fa nella forma di un cilindro con numeri rossi e neri alternati, zero e doppio zero. Rispetto a quelle attuali si differenziava perché lo zero era di colore rosso ed il doppio zero di colore nero, tuttavia i colori non venivano pagati allorché uscivano queste combinazioni.
1810
Esportata dai francesi, la roulette entra nelle sale di New Orleans, dove vengono creati i primi casinò degli USA.
1837
Tutte le sale da gioco francesi vengono chiuse per disposizione di Luigi Filippo. I gestori francesi decidono di emigrare nelle località termali della Germania.
1840
I fratelli Francois e Louis Blanc si spostano da Parigi a Bad Homburg, rilevando la casa da gioco.
1842
Allo scopo di battere la concorrenza i fratelli Blanc eliminano dal cilindro il doppio zero. Lo strepitoso successo costringe i concorrenti ad adottare la roulette ad uno zero, che è la stessa che usiamo oggi.
1852
Il principe Carlo III Ranieri di Monaco apre un casinò allo scopo di ravvivare le casse del principato.
1863
Carlo III Ranieri di Monaco, deluso dai risultati ottenuti, chiama l'esperto Francois Blanc. Questi fonda la Societè des Bains de Mer, ottenendo la gestione del casinò per 50 anni.
1866
Blanc fa costruire il nuovo casinò sullo sperone roccioso degli "Spelugues" ribattezzato, in questa data, "Monte Carlo" in onore del principe.
1870
La guerra fra Francia e Germania fa perdere clienti alle case da gioco tedesche (che vengono chiuse definitivamente con una legge prussiana nel 1872). Questo favorisce la creazione del mito di Montecarlo.
1905
Viene inaugurato il primo casinò italiano, quello di Sanremo.
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Marigny de Grilleau
Il ricercatore più famoso è certamente Marigny de Grilleau, autore
del libro "Un pezzo per ogni attacco" che è dedicato allo studio di roulette e trente et quarante.
Egli si occupò principalmente di studiare la formazione delle Ecart ed il ritorno all'equilibrio, usando l'analisi di permanenze originali tratte dal Casinò di Montecarlo e comprendenti 64.000 colpi consecutivi.
Nel suo libro, senza far uso della matematica, dimostra l'inutilità di tanti metodi e strategie di gioco. Inoltre teorizza un metodo che si basa sul gioco delle figure, aggiungendoci le statistiche relative ai 64.000 colpi esaminati.
Henri Chàteau
Grazie al libro "La sciense de la roulette et du trente et quarante", Henri Chàteau occupa un posto tra le fila degli studiosi più autorevoli della roulette.
L'approccio del testo, come evidenziato dal titolo, è scientifico.
Vengono trattati i metodi di puntata più conosciuti evidenziandone i lati negativi.
Sono anche presentati alcuni metodi alternativi basati sulla matematica.
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