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Gentile da Fabriano

Gentile di Niccolò, detto da Fabriano dal luogo ove nacque (1370-1427), è stato uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale.
La sua formazione avvenne probabilmente nel clima del gotico presente in area marchigiana, tra Camerino e San Severino, ma abbandonò ben presto le Marche, lavorando nei maggiori centri dell’Italia centro-settentrionale: Firenze, Siena, Roma, Orvieto, Perugia, Venezia.
Questo suo girovagare lo portò a conoscere ed assimilare diverse influenze dell’arte del suo tempo: nella sua pittura si riscontano elementi di cultura francese, fiamminga e tedesca, nonché, non ultimi, anche elementi della tradizione giottesca.
Ma Gentile doveva avere davvero il polso dei tempi, e seppe adeguare il suo talento alle esigenze della committenza in maniera del tutto consapevole.
Non fu un innovatore o uno sperimentatore, ma la sua arte fu lo specchio fedele del gusto di quei tempi, che chiedeva opere di preziosa fattura non necessariamente di razionale costruzione.


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Prima opera nota è la «Madonna e santi», realizzata a Perugia ma oggi conservata a Berlino.
Scomparsi quasi tutti gli affreschi da lui realizzati, in particolare a Venezia e Brescia, sopravvivono diverse tavole che ci danno comunque una conoscenza sufficiente del suo linguaggio pittorico: tra questi il «polittico di Valle Romita» conservato a Brera, e il «Polittico Quaratesi», oggi smembrato tra diversi musei.

Sua opera più celebre è un’altra tavola, oggi conservata agli Uffizi: l’«Adorazione dei Magi» del 1423.
In questa celeberrima tavola Gentile compone quasi un’antologia delle sue diverse componenti stilistiche, armonizzate in un’opera di grande suggestione.

Concluse la sua attività a Roma dove, al servizio di papa Martino V, realizzò diverse opere, tra cui un ciclo di affreschi in San Giovanni in Laterano.
Questo ciclo, oggi perduto, fu interrotto per la sua improvvisa morte e fu completato da Pisanello.
Quest’ultimo può essere considerato il vero erede della pittura di Gentile, nonché l’ultimo esponente italiano di spicco del gotico internazionale.
Ma la pittura di Gentile ebbe una influenza notevole su molti pittori italiani del Quattrocento, tra cui il veneziano Jacopo Bellini o il ferrarese Cosmè Tura, innestando i suoi elementi stilistici tardogotici anche nella formazione dei primi artisti rinascimentali.


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Per gentile concessione di: Francesco Morante – Storia dell’Arte



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