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L'arte romanica si sviluppa dal 1000 fino al 1200 ovvero dalla fine del X all’inizio del XIII sec.
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La ripresa dell’economia, in uno con il rinnovato sviluppo delle città, avvenne dopo l’anno mille.
Il rifiorire dei commerci, il nuovo impulso che ebbe l’agricoltura, insieme ad una rinnovata coscienza civica, che fece proprio dell’appartenenza ad una città il fondamento della propria identità e cultura, crearono un clima adatto alla ripresa dell’attività costruttiva.
Nuove città e villaggi sorsero, secondo una visione urbanistica agli antipodi di quella classica: non più schemi geometrici regolari, fatti di strade che si incontravano ad angolo retto, ma un intrigo di vie e viuzze, su cui si aprivano case secondo una morfologia quanto mai varia.
Il tutto formava un insieme molto pittoresco, specie quando i paesi – ed era la maggior parte dei casi – sorgevano su cime di colline, in cui quindi la varietà planimetrica si univa al movimento altimetrico.
Rispetto alle città fondate dai romani, che sorgevano per lo più in posizioni pianeggiante e nei fondo valle, per meglio controllare le vie che percorrevano l’impero, le città che sorsero nel medioevo sono quasi sempre situate in posizioni dominanti sul territorio circostante.
La difficoltà di accedere a questi nuovi borghi era motivo di difesa, in un periodo in cui la sicurezza delle città era garantita solo dalla propria milizia civica.
L’edificio più simbolico di questa rinnovata attività costruttiva fu la cattedrale.
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In Italia il romanico ebbe più varianti regionali: tra queste, la prima si sviluppò nell’area padana e si configurò come uno stile abbastanza omogeneo.
Esempi del romanico padano sono la chiesa di S. Ambrogio a Milano, la chiesa di S. Michele a Pavia, la cattedrale di Parma e la cattedrale di Modena.
Questa chiese si contraddistinguono per la chiarezza compositiva delle piante, per l’impiego di mattoni o pietre a faccia vista, per la facciata a capanna tripartita.
Di qui il romanico si diffuse in tutta l’area centro settentrionale, restandone esclusa Venezia, che per i suoi contatti con l’oriente, rimase legata ad una concezione architettonica ancora bizantina.
Tant’è che dopo l’anno mille, quando si andò alla costruzione della basilica di San Marco, si adottò una soluzione tipicamente bizantina: una chiesa a croce greca, coperta con cupole raccordate a pilastri mediante pennacchi.
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Il periodo in cui si sviluppò il romanico fu anche quello dei grandi pellegrinaggi e delle crociate.
Per motivi di fede, viandanti e cavalieri percorrevano le grandi strade d’Europa: la Puglia non fu esente da questo fenomeno, lungo l’Appia Traiana, che la univa a Roma vide passare sia i pellegrini, che andavano a visitare la grotta di San Michele Arcangelo sul Gargano, sia i crociati che si imbarcavano dalle sue coste per raggiungere la Terra Santa.
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