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Mentre le religioni pagane hanno sempre considerato il il tempio come la casa della divinità, e quindi, in questa sua sacralità, inaccessibile ai comuni fedeli, la religione cristiana ha considerato l’edificio di culto come la casa del popolo di Dio, e quindi accessibile a tutti.
Con la fine del classicismo scomparve definitivamente la tipologia del tempio, per essere sostituito da quello della chiesa.
Ma, anche la chiesa, non nacque da una nuova invenzione, ma fu il riadattamento di una tipologia già esistente presso gli antichi romani: quella della basilica.
La basilica, per gli antichi romani era un vasto edificio coperto, con finalità civili. Una specie di tribunale.
I primi cristiani adattarono questo edificio a luogo di culto. La sua ampia spazialità interna ben si prestava a contenere vaste masse di popolo che potevano assistere alla celebrazione delle liturgie evangeliche.
La scelta della basilica quale nuovo edificio di culto, non fu dettata solo da una esigenza funzionale, ma anche da una esigenza di immagine.
Il tempio era visivamente troppo legato al concetto di religione pagana.
Se i cristiani avessero edificato un tempio al loro dio, non avrebbero affermato quella grande novità che li contraddistingueva dalle altre religioni pagane.
Il dio dei cristiani è unico, e non può entrare in un pantheon di dei considerati falsi.
La basilica servì così ad affermare la discontinuità della religione cristiana rispetto alle altre religioni esistenti.
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