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A differenza dei greci, non adottarono il sistema trilitico, ma quello ad arco, che, con minore impiego di materiale, consentiva di realizzare maggiori superfici coperte.
L’archittetura romana, infatti, spaziò in un maggior numero di tipologie di edifici (dalle case ai templi, dalle terme alle basiliche, dagli anfiteatri e alle ville), rispetto a quella greca, che invece sviluppò un solo tipo di edificio: il Tempio
Tuttavia, anche nell’architettura, i romani furono debitori verso i greci di un importante aspetto stilistico: gli ordini architettonici.
La perfezione degli ordini dorico, ionico e corinzio conquistò i romani, che non esitarono ad utilizzarli, pur se costruivano i loro edifici con la tecnica dell’arco.
Anzi, l’impiego che essi fecero degli ordini – come elemento decorativo, ma soprattutto come strumento di progettazione modulare – coniugandolo alla statica dell’arco, perfezionò ulteriormente il linguaggio classico dell’architettura, rendendolo valido per una infinità di soluzioni, che l’architettura occidentale ha continuato a sperimentare fino ai giorni nostri.
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