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Con la conquista romana dell’Egitto, avvenuta nel 31 a.C., non si parla più di arte e di cultura ellenistica ma di arte e di cultura romana, anche se, di fatto, non vi fu alcuna soluzione di continuità: in pratica, soprattutto nel campo delle arti figurative, non vi fu alcun cambiamento stilistico, ma solo un cambio di nome, dato che, dal 31 a.C. in poi, tutto il mondo antico è ormai sotto la dominazione politica di Roma.
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Di fatto, un’arte romana, intesa come stile autonomo ed originale, non è mai esistita.
È esistita un’arte prodotta a Roma: questa arte è stata etrusca, fino al I secolo a.C.; è divenuta ellenistica dopo questa data.
Roma non ha elaborato un suo stile, ma ha sfruttato gli stili delle culture etrusche ed ellenistiche, dando loro un inedito scopo e significato.
Parlare solo di scopi utilitaristici è riduttivo.
La cultura romana si differenzia da quella greca per una costante di fondo: crede alla storia e non al mito.
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L’arte romana esaurì la sua vitalità agli inizi del IV secolo.
Ai tempi di Costantino avvennero due eventi che avrebbero dato una svolta improvvisa al mondo antico.
Nel 313, con l’editto di Milano, avvenne la conversione dell’impero romano al cattolicesimo.
Nel 330, sempre l’imperatore Costantino spostò la capitale dell’impero da Roma a Bisanzio.
L’arte antica si diramò in due direzioni, che presto avrebbero totalmente modificato, e rinnegato, i principi dell’ arte classica.
In occidente la direzione fu quella dell’arte paleocristiana, agli inizi, e medievale, in seguito.
In oriente, invece, l’eredità dell’antico fu raccolta dall’arte bizantina.
Di fatto, l’arte romana, in questa svolta scomparve definitivamente.
E con la fine dell’arte romana, dopo circa mille anni, si concluse la parabola dell’arte classica, inziata dai greci nel VII secolo a.C.
Si concluse quella ricerca formale basata sui principi del naturalismo, dell’equilibrio, dei valori estetici, per essere sostituita da un’arte antinaturalistica e alla ricerca di nuove forme di espressione, per i nuovi contenuti morali imposti dall’egemonia della religione cattolica.
Solo con il Rinascimento, si invertì nuovamente il segno dell’arte occidentale, reinterpretando l’eredità della cultura classica, e facendola rivivere in una nuova stagione artistica che scelse nuovamente i principi ispiratore dell’arte classica: il naturalismo, l’equilibrio compositivo, la ricerca del bello e, attraverso essa, della conoscenza.
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| Name |
Periodo |
Informazioni generali |
| Periodi: |
~ VIII sec. a.C. – 509 a.C |
periodo di formazione o dei re |
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fine V sec. a.C. – II sec. a.C. |
periodo di sviluppo |
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II sec. a.C. – I sec. a.C. |
periodo repubblicano |
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27 a.C. – 68 d.C. |
età augustea (imperatori giulio-claudi) |
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69 d.C. – 192 d.C |
età imperiale o aurea (dai Flavi agli Antonini) |
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193 d.C. – 337 d.C. |
età tardo-romana (dai Severi a Costantino) |
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337 d.C. – 516 d.C. |
periodo di decadenza |
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