Top: International: Italiano: Arte: Storia dell'Arte: 4. Etrusca: Scultura


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Primi e assai caratteristici documenti della plastica etrusca sono, già a partire dal VII sec., i canopi, ossia vasi cinerari di bronzo e di argilla dal corpo panciuto, con il coperchio interamente a foggia di testa umana.
Talvolta al vaso erano applicate due braccia, in luogo delle anse, ed il tutto era collocato su di una sorta di tronetto circolare.
Abbiamo poi i grandi sarcofaghi fittili, in forma di letto conviviale, sul quale si trovano una o due persone recumbenti, in atto di partecipare al proprio banchetto funebre.
Nel Sarcofago degli Sposi sono visibili alcuni elementi di derivazione ionica: l'acconciatura dei capelli, la finezza dei volti, la levigatezza delle superfici. Ma tutto è interpretato in maniera anticlassica.
La posizione stessa della coppia sposta il peso verso destra, rompendo l'equilibrio della composizione. Tutto è spigoloso: i volti triangolari, i menti aguzzi, gli occhi a mandorla.
Il sorriso, invece dell'impertubabile serenità greca, esprime piuttosto qualcosa di ironico.

Anche l'Apollo di Veio mostra rapporti con la scultura ionica, non solo nell'acconciatura dei capelli e nel sorriso, ma anche nella veste pieghettata. Ma le somiglianze sono solo esteriori.
La veste, a pieghe larghe e pesanti aderisce al corpo, sembra frenare il passo veloce del dio, il quale nel volgersi, compie, con la gamba sinistra uno sforzo muscolare tale che il polpaccio si avvolge come una molla pronta a scattare.
La linea ionica, persa la sua eleganza raffinata, diventa mezzo per esprimere violenza. Lo stesso sorriso, per lo spessore delle labbra taglienti, si trasforma in un ghigno beffardo.


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Lupa Capitolina

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Chimera di Arezzo

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