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Le strutture architettoniche scoperte (Micene, Tirinto, Pilo di Messenia) sono lo specchio delle mutate condizioni di vita di quel periodo derivate dal carattere rude e guerriero di questo popolo.
Il palazzo reale è circondato da una solida cinta muraria a formare un’acropoli, talvolta suddivisa in cittadelle, costruita con enormi massi connessi a secco ed incastrati con complicati giochi di spigoli.
Lo spessore delle mura è enorme e nel loro interno si sviluppano lunghi corridoi dalla falsa volta a sesto acuto.
Base delle strutture edilizie è il sistema architravato abbinato ad una disposizione degli ambienti razionale.
Nel palazzo del re, centro della struttura, la sala del trono si articola su tre elementi: il vestibolo esterno, il vestibolo interno ed un vano principale, o megaron, retto da quattro colonne con lucernario e focolare al centro.
Intorno si sviluppano con ordine gli altri quartieri necessari alla vita di palazzo.
Per i riti funebri è utilizzata la struttura a tholos che, negli ambienti giunti sino a noi (es. il tesoro di Atreo), assumono caratteri di grandiosità per dimensione, esecuzione e decorazione.
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La cultura artistica micenea subì grandi influenze da quella minoica, ma notevoli sono anche le differenze.
Nell’architettura, il carattere aperto e disordinato dei palazzi cretesi, a Micene, non si ritrova.
I centri continentali non hanno le naturali difese che ha un’isola, così che le città devono avere strutture più solide e adatte alla difesa.
Pur non ricorrendo alla grandiosità dell’architettura egizia, le costruzioni micenee sono improntate ad un severo senso di robustezza e gravità.
Gli edifici, realizzati con conci di pietra a vista di grosse dimensioni, denunciano già nel loro aspetto il carattere di forza e inaccessibilità.
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Ma l’architettura micenea mostra altri caratteri di novità: essa comincia a sperimentare la resistenza delle strutture curve, ma lo fa in modo ancora incerto.
Gli archi e le volte di alcuni suoi edifici sono in realtà pseudo-archi e pseudo-volte in quanto gli elementi costruttivi non si sorreggono per mutuo contrasto, ma sono leggermente aggettanti uno rispetto all’altro, e scaricano il peso secondo linee di forze verticali.
Di particolare interesse è soprattutto la famosa Tomba di Agamennone, anche chiamata Tesoro di Atreo, costituita da un tholos a pseudo-cupola.
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