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Scultore greco nativo di Paro, fu attivo nel IV secolo a.C.
Di lui non ci sono note molte opere di certa attribuzione, per cui rimane difficile risalire con certezza all’evoluzione del suo stile.
Ma, anche dalle fonti storiche, è noto che egli fu tra i primi scultori ad introdurre nella statuaria quel nuovo ingrediente che prende il nome di pathos: le sue sculture, infatti, non hanno più la calma e la serena compostezza delle figure classiche, ma esprimono con vigore intensi sentimenti e forti passioni interiori.
Ciò lo portò a deformare espressionisticamente i tratti del volto, e a comporre le figure in pose di grande contorsione.
In seguito nelle sue sculture si inizia ad avvertire l’influenza di Prassitele, attivo negli stessi anni, soprattutto nelle pose di grande rilassatezza e abbandono.
Anche in questo caso, la sua ricerca figurativa non parte dalla sola forma anatomica, ma questa viene piegata alle esigenze di una rappresentazione della psiche, quale dominante nuova della forma di rappresentazione.
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