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Informazioni generali

Sulla cattedrale, in cui si riconosceva la popolazione di una città o di un villaggio, si concentrò l’attenzione della cultura architettonica del tempo, elaborando quello stile detto «romanico», che, dopo l'età classica, sarà il primo stile internazionale adottato da tutti gli stati europei allora esistenti.
Pur avendo varianti regionali che rendevano distinguibile il romanico lombardo da quello pisano, o il romanico provenzale da quello renano o da quello catalano, lo stile tuttavia ebbe alcune costanti che sono rintracciabili in tutte le aree geografiche che applicarono questa nuova architettura.
I limiti cronologici in cui il romanico si sviluppò vanno intesi secondo le aree geografiche; tuttavia, in senso generale può considerarsi come termine iniziale la fine del X secolo, e come termine finale la metà del XIII secolo.
Esso cadde in disuso quando lo stile gotico, che pure era una evoluzione del romanico, rinnovò ampiamente il bagaglio tecnico e formale dell’architettura.


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Sul piano tipologico, la cattedrale romanica portò delle innovazioni rispetto alla basilica paleocristiana, soprattutto nella parte terminale della chiesa.
Il corpo delle navate rimase pressoché intatto, mentre fu maggiormente articolata la zona absidale.
Quest’area della chiesa, detta anche coro o presbiterio, poiché destinata ai religiosi, si arricchì di più cappelle che si aprivano a raggiera verso l’esterno. A volte sotto il presbiterio sorgeva la cripta, ambiente semi-sotterraneo, riservato alla conservazione di sepolcri o di reliquie.

Maggior sviluppo ebbe anche il transetto, braccio trasversale rispetto alla navata, che contribuì a dare alle chiese la forma di una croce latina.
Con il termine «croce latina» si distingueva la croce che aveva un braccio più lungo degli altri – che nella chiesa corrispondeva alla navata –, rispetto alla «croce greca» che aveva i quattro bracci tutti uguali, definendo una pianta non longitudinale ma centrale.
Questo tipo di croce fu definito «greca» perché era preferita ed utilizzata dall’architettura bizantina.


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Il quadrato della crociera

L’arco utilizzato dall’architettura romanica, al pari di quanto avevano già fatto i romani, era a tutto sesto: aveva in pratica il profilo di un perfetto semicerchio.
In questo caso, una volta a crociera, che si compone di archi a tutto sesto, deve avere la base quadrata: la distanza, cioè, tra i quattro pilastri deve essere uguale su ogni lato.

E così il quadrato della crociera divenne il modulo costruttivo della cattedrale romanica.
Fissata la dimensione, poniamo, di un quadrato che costituisce una porzione della navata laterale, le altre crociere che appartengono alla stessa navata devono avere la stessa dimensione, giacché hanno con il primo quadrato un lato in comune.
La navata centrale, per avere una dimensione maggiore delle navate laterali, dovrà comporsi necessariamente di quadrati multipli – in genere doppi – di quelli che costituiscono le navate laterali: in tal modo essa scarica il proprio peso su un pilastro ogni due.
E quindi, anche le altre campate laterali, per avere lati in comune con le altre navate, dovranno necessariamente comporsi dello stesso modulo quadrato.


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Ma, ciò che unifica lo stile romanico, oltre questa modularità costruttiva, è la pesantezza strutturale che la contraddistingue.
Le volte, rispetto alle capriate lignee, sono più pesanti, ed inoltre scaricano forze inclinate, non verticali: pertanto necessitano di murature molto spesse e pesanti, adatte a contrastare le notevoli spinte ribaltanti delle pesanti volte.
Queste murature dovevano essere così pesanti e resistenti, che in loro era problematico aprire delle finestre.
Rispetto alle basiliche paleocristiane o bizantine, in cui la luce pioveva dall’alto dai finestroni che si aprivano in sommità alla navata centrale, le cattedrali romaniche diventarono degli edifici molto bui.

All’esterno queste chiese avevano un aspetto così solido e massiccio da sembrare quasi delle fortezze, all’interno si componevano di spazi silenziosi ed oscuri.
Molta della suggestione religiosa che una cattedrale romanica trasmette, si deve proprio a queste sue caratteristiche.


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Campanili romanici


Soprattutto nelle zone del centro e nord dell’Europa, le cattedrali romaniche si arricchirono anche di torri e campanili, che sorgevano sulla facciata anteriore (westwerk). Tale soluzione rimase poco praticata in Italia, dove la torre campanaria fu concepita come edificio a se stante.



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