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Il termine romanico è stato interpretato in diversi modi: può essere un riferimento all’area geografica in cui si diffuse, e che coincideva con quella in cui si parlavano le lingue romanze; o può riferirsi ad una ripresa delle concezioni architettoniche già conosciute dai romani.
In particolare, dall’architettura romana, quella romanica fa propria la tecnica della costruzione delle volte a crociera.
Quando le volte sostituirono i tetti in capriate lignee, l’architettura iniziò il nuovo corso stilistico che noi definiamo romanico.
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I motivi per sostituire le capriate erano molteplici: le strutture di legno richiedevano continua manutenzione, ma soprattutto erano facilmente infiammabili.
Gli incendi che si sviluppavano nelle chiese erano difficilmente domabili, con il risultato che era necessario rifare i tetti alle chiese con una frequenza notevole.
Il tentativo di dare alle chiese una copertura più stabile e duratura, portò a sostituire il legno con i mattoni in laterizio o le pietre. Ecco quindi la scelta di coprire le chiese con volte in muratura.
Inizialmente, ancora in fase di preromanico, le prime sperimentazioni di coprire le chiese con delle volte, avvenne utilizzando le volte a botte.
Ma la volta a botte era difficilmente adattabile a chiese a più navate, essa, infatti, necessita di un muro continuo e notevolmente pesante sui due lati perimetrali.
La soluzione idonea era ricorrere alla volta a crociera, che, scaricando il suo peso su quattro pilastri d’angolo, permetteva di scomporre lo spazio della chiesa in campate tra loro comunicanti, poiché non interrotte da muri.
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E’ tipico di questo periodo una lunga fase di ampliamento, di ristrutturazione e di pianificazione delle città, in particolare per quelle che hanno raggiunto la libertà comunale.
Vengono aperte nuove vie, preparate grandi piazze specialmente nelle vicinanze della cattedrale o del palazzo comunale, erette fontane pubbliche ecc.
Si costruiscono palazzi comunali, palazzi vescovili, edifici di pubblica utilità, case civili, case padronali che diventano, se di potenti famiglie, case-torri.
In questi casi l’arte cerca di conciliare le esigenze difensive con una sobria bellezza creando edifici nell’insieme poderosi ed eleganti.
Per la difesa sorgono mura cittadine rafforzate da torri lungo il perimetro ed a fianco delle porte d’ingresso; il circuito murario, spesso, è completato da una poderosa rocca ad esso collegata.
Nel primo periodo continua l’opera di rinnovamento dell’architettura, nel ruolo di costruttori e lapicidi, dei Maestri Comacini eredi di una lunghissima tradizione risalente al periodo longobardo.
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Elementi architettonici della chiesa romanica:
a) pianta basilicale a tre navate con absidi adiacenti (fase iniziale)
b) pianta a croce latina - transetto (dopo la fase iniziale)
c) presbiterio ingrandito e più rialzato (chiesa sotterranea chiamata cripta)
d) sul presbiterio: altare con ciborio, candelabro, cattedra vescovile, pulpito
e) tiburio ottagonale con lanterna sull’intersezione del transetto con la navata centrale
f) trombe coniche per il raccordo fra il quadrato di base e il tiburio poligonale
g) pennacchi, o spicchi sferici, per il raccordo del quadrato di base e l’apice della cupola
h) navata centrale, e relativa crociera, doppia delle laterali
i) campate centrali scandite da pilastri grandi e piccoli alternativamente, talvolta uso delle colonne
j) pilastri di campata a sezione cruciforme (a otto spigoli per legare le crociere e le campate collegate)
k) arco a tutto sesto per il raccordo delle campate maggiori e minori
l) il tetto a capriata è sostituito da:
- volta a botte (all’inizio)
- volta a vela
- volta a crociera (costoloni)
m) linea di colmo, con chiave di volta, rialzata (quella romana è orizzontale)
n) i capitelli sono di forma:
- cubica
- a stampella
- in stile pseudo-corinzio
o) si usano colonne ofitiche (o annodate) per decorazione
p) gli spigoli della base delle colonne son protetti da “foglie”
q) per l’illuminazione delle navate si usano finestre monofore a doppia strombatura
r) facciata a capanna o a frontone dotata di rosone e, qualche volta, da pulpito esterno
s) fianchi rafforzati da contrafforti
t) arcatelle, o archetti pensili, al di sotto della linea del tetto
u) serie di monofore, bifore ecc. sulla facciata e/o alle absidi a formare gallerie cieche
v) portale a strombatura piuttosto accentuata
w) protiro davanti al portale se lo stesso è inserito a filo del muro
x) campanile cuspidato (staccato e nelle immediate vicinanze della chiesa o inserito nella facciata (talvolta due, disposti uno per lato)
y) chiostro a fianco della chiesa
z) battistero esterno a pianta centrale circolare o ottagonale.
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