|
|
|
La base della cultura artistica bizantina fu la religione cristiana, ma interpretata con connotati teocratici e assolutistici.
In una condizione ideologica molto serrata e statica, la religione veniva vista come «rivelazione».
La venuta di Gesù nel mondo aveva rivelato il vero ordine dell’universo, e a questo ordine bisognava adeguare il tutto. Dio non solo era unico, ma era il concetto stesso di «assoluto». Una entità perfetta, ed ovviamente immutabile nella sua perfezione.
E questo concetto di immutabilità sembrò pervadere ogni manifestazione di vita sociale e culturale.
Fu negato il concetto di storia come divenire, ed in ciò si produsse la maggiore frattura con l’eredità tardo-romana, ed occidentale in genere.
L’arte, quindi, non doveva essere narrativa. Non doveva «raccontare» storie, ma doveva rappresentare l’«epifania del divino».
Il divino era qualcosa di astratto, per sua natura, perché immateriale. Pertanto la sua rappresentazione non doveva seguire le leggi fisiche della nostra percezione sensoriale, ma quelle della visione interiore.
|
|
L’arte bizantina, pur mantenendosi pressoché costante per tutti i suoi mille e più anni di storia (fenomeno riscontrabile solo nell’arte dell’antico Egitto), ebbe diverse fasi.
Di particolare significato fu soprattutto il periodo iconoclasta, compreso tra il 730 e l’843.
In questo periodo la cultura teocratica bizantina portò agli estremi limiti la sua concezione di assolutezza spirituale degli enti divini, negando la possibilità e la plausibilità di una loro rappresentazione in immagine.
In questo periodo avvenne una notevole diaspora di artisti, che da Costantinopoli furono costretti a trasferirsi altrove, in particolare nell’Europa occidentale.
L’incontro della cultura bizantina con quella occidentale produsse notevoli influenze reciproche.
Da questo momento l’arte bizantina acquistò un maggior interesse per la narrazione, mentre la cultura occidentale, grazie agli artisti bizantini ebbe modo di riallacciarsi a quell’eredità dell’antico, scomparsa in occidente dopo il crollo dell’arte classica.
L’arte bizantina, dopo la scissione della chiesa d’oriente da quella d’occidente, rimase come il linguaggio figurativo proprio della cristianità ortodossa, sopravvivendo in tutti quei paesi (soprattutto dell’Europa orientale, dalla Grecia alla Russia) in cui tale religione è ancora presente.
|
|
| Name |
Periodo |
Informazioni generali |
| Periodi |
IV sec. – V sec |
periodo di formazione |
|
VI sec. – VII sec. |
prima età d’oro |
|
726 – 867 |
decadenza (lotte iconoclaste) |
|
867 – 1057 |
prima rinascenza (dinastia macedone) |
|
1057 – 1261 |
seconda decadenza |
|
1261 – 1453 |
seconda rinascenza (sotto i Paleologi) |
|
|