Top: International: Italiano: Arte: Storia dell'Arte: 6. Paleocristiana: Origini


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Arte cristiana

Dall’avvento del Cristianesimo in Roma sino all’editto di Costantino del 313 d.C., a latere dell'arte romana venne formandosi un'arte che darà vita a quella paleocristiana.

Nell'Architettura, le Catacombe sono la caratteristica saliente di strutture composte da diversi elementi: ambulacro, loculo, cubicolo, cripta, arcosolio, lucernario.

Nella Pittura sono presenti: il graffito semplice, il graffito composito (graffito riempito di pasta colorata) e l'affresco.
La pittura è caratterizzata da un tipo di pittura eseguita con tratti rapidi ed essenziali (compendiaria).
Per non suscitare reazioni da parte dei pagani è usuale esprimere la propria fede con l’utilizzo di simbologie tratte anche dalla loro tradizione; sono note decorazioni floreali riprese dai palazzi imperiali.

La Scultura appare in periodo più tardo, rispetto alla pittura, e conserva nel tempo caratteristiche ellenistiche.
I bassorilievi rappresentano, al pari delle pitture, sia scene mitologiche che scene tratte dalle Scritture.
Mentre è rarissima la statuaria, sono molto in uso i sarcofagi e le arche sepolcrali.


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Con la scomparsa del mondo antico anche l’arte cambiò profondamente e radicalmente.
La prima grande innovazione fu l’abbandono della visione naturalistica, per un’arte di tipo antinaturalistica.
Non solo scomparve il concetto della mimesi, fondamento dell’arte classica, ma scomparve soprattutto il concetto di bellezza.
Il bello, con la nuova religione cristiana, perse di valore, divenendo anzi un non-valore, in quanto legato all’effimero piacere dei sensi.

Bisogna ricordare che la nuova religione cristiana diede per la prima volta all’uomo una sostanza spirituale eterna: l’anima.
E con questo nuovo concetto aprì un dualismo di profonda ed intensa dialettica tra il corpo e l’anima, ovvero tra la forma e il contenuto.
Il primo divenne solo il contenitore, imperfetto e corruttibile, dell’anima, la vera essenza umana.
Il piano dei valori venne spostato a quello unicamente spirituale.
Tutto ciò che poteva produrre piacere ai sensi, venne visto con sospetto, se non con aperta avversione.
E così l’arte perse una delle sue principali funzioni: quella del piacere estetico.


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Funzione didattica dell'arte cristiana

Tuttavia la religione cristiana non ha mai rifiutato l’arte figurativa.
L’ha anzi favorita ed ampiamente utilizzata, ma dandole una funzione ben precisa ed univoca: quella dell’insegnamento religioso.
Una funzione quindi didattica o didascalica, che utilizzando le immagini delle divinità e il racconto delle loro storie, cercava di insegnare i fondamenti e i precetti della nuova religione ad un più ampio pubblico possibile.
All’arte venne riconosciuta la funzione di comunicare con gli analfabeti. Con coloro che non potevano apprendere la dottrina dalle scritture, ma che, guardando le immagini sacre, potevano conoscere la nuova religione.



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