Top: International: Italiano: Arte: Storia dell'Arte: 3. Greca: Scultura




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Introduzione

La produzione scultorea greca rappresenta, per noi moderni, la maggiore sintesi del loro spirito estetico.
Produzione che anch’essa è andata in gran parte perduta, come è avvenuto per le opere pittoriche.
Ma, pur non avendo più molti originali, le opere greche ci sono note grazie alle numerosissime copie di epoca romana. Da esse, pur con le dovute considerazioni che trattasi pur sempre di copie, è stato possibile ricostruire il percorso storico e l’evoluzione stilistica dell’arte plastica greca.

Gli esordi, ovviamente, affondano le radici nelle culture preistoriche e protostoriche autoctone.
In particolare, notevole precedente della plastica greca sono le statuette e gli idoli a forma di violino apparsi nei siti archeologici delle isole dell’arcipelago greco delle Cicladi: per essi si è adottato il termine di "arte cicladica".
È un’arte che si sviluppa a partire dal III millennio a.C. con uno stile dalla forte stilizzazione geometrica.
Questa stilizzazione permane nella produzione greca di fatto fino al VII secolo circa, quando la statuaria greca comincia per la prima volta a cimentarsi nella produzione monumentale e non più nella limitata produzione di idoletti di ridotte dimensioni.
È il periodo in cui la cultura greca guarda ad oriente, ispirandosi a modelli egiziani e babilonesi.
Ciò le permette di superare il suo orizzonte, fino a quel momento di limite provinciale, per avviarsi a quella radicale evoluzione che la porta ad essere il nuovo baricentro della produzione artistica del Mediterraneo.


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Nel periodo orientale (prima metà del VII sec. a.C.) ha inizio la produzione della grande statuaria e delle grandi realizzazioni destinate ai frontoni dei templi.
In questo periodo sono evidenti le influenze dalle culture orientali e le statue greche non si distaccano da quei moduli figurativi.
Nella figura eretta prevale ad esempio la posizione stante di evidente derivazione egiziana.


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Nel periodo arcaico (650-480 a.C.) inizia l’autonomia del gusto greco.
Di questo periodo sono soprattutto le statue dei kouroi e delle kore, fanciulli di ambo i sessi che rappresentano probabilmente portatori di offerte alle divinità.
La produzione si orienta secondo tre stili fondamentali:
il dorico,
lo ionico e
l’attico.
Il primo, che si sviluppa nell’area occidentale della Grecia, si orienta ad una forma massiccia e di grande impatto volumetrico; lo stile ionico assunse invece caratteristiche più slanciate e raffinate; lo stile attico, che si sviluppò ovviamente ad Atene, rappresenta una sintesi di volumetrie doriche e raffinatezze estetiche ioniche.


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Il periodo severo (480-450 a.C.) viene così definito per una caratteristica singolare: le statue smettono di sorridere.
In pratica nelle statue realizzate fino al 480 a.C. nei volti delle statue gli scultori cercavano di evidenziare la forma plastica della bocca tirando in fuori le labbra e accentuando le fossette al loro punto di congiunzione.
In questo modo le statue avevano inevitabilmente tutte un aspetto sorridente. Quando infine si decise di abbandonare questa tecnica del modellare le bocche, le statue smisero di sorridere.
In realtà il periodo severo fu importante nell’evoluzione della statuaria greca non per questo particolare secondario, me perché in questa fase inizia quella grande ricerca che portò al periodo classico.
È il periodo di Mirone che introduce nuove forme e tecniche di rappresentazione, quali la ricerca del movimento.
È anche il periodo in cui gli artisti greci iniziano la produzione delle sculture in bronzo secondo la tecnica della fusione a cera persa.


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Il periodo classico (450-400 a.C.), che coincide con l’età di Pericle, e con la realizzazione sull’acropoli di Atene del Partenone, viene considerata l’epoca aurea dell’arte greca.
È il periodo in cui operano Policleto e Fidia, considerati i maggiori scultori della cultura greca.
Con loro si raggiunse in pratica quell’equilibrio della rappresentazione che sembra il coronamento del sogno greco: ottenere il pieno controllo della rappresentazione plastica.
Policleto fu inoltre l’inventore di importanti norme che saranno di fondamento per tutta la statuaria posteriore: la posizione a chiasmo (che sostituisce finalmente la rigida simmetria della posizione stante) e la regola del canone, utile per il proporzionamento della statue che raffigurano figure umane.


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Nel periodo del secondo classicismo (400-323 a.C.), periodo che va dalla guerra del Peloponneso alla morte di Alessandro, si assiste ad una svolta significativa nella statuaria greca.
È il periodo di grandi artisti quali Skopas, Prassitele e Lisippo.
Ed è anche il periodo in cui un nuovo senso di decadenza sembra incrinare la eroica perfezione dei modelli classici.
Si assiste in pratica ad una nuova ricerca in cui alla perfezione formale si coniuga la introspezione psicologica, elemento finora assente nella statuaria greca.



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