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Alessandria d’Egitto fu fondata da Alessandro Magno nel 331 a.C., quale nuova capitale dell’Egitto, alle foci del Nilo.
La città sorse in forme imponenti, con larghissime strade e grandiosi edifici.
Era sede di un museo, nonché di una famosa biblioteca che, secondo la leggenda, conteneva tutta la produzione scientifica e letteraria del mondo antico.
Biblioteca che conobbe diverse vicissitudini, che portarono alla distruzione di tutta la sua collezione di testi.
Nel 48 a.C. durante l’assedio di Cesare alla città, la biblioteca fu incendiata una prima volta.
Ricostruita da Antonio, che la arricchì di 200.000 volumi fatti venire da Pergamo, nel 200 d.C. i cristiani dispersero per sempre i volumi e distrussero il Museo.
Ma la presenza di questa famosissima biblioteca ci fornisce un indizio molto preciso del carattere cosmopolita di questa città.
Alessandria, nel periodo ellenistico nonché nei primi secoli dell’impero romano, è il vero centro del mondo antico.
In essa convergono tutte le culture e le razze e, mai come in questo momento, essa è la somma e la sintesi delle molteplici civiltà che il mondo antico aveva prodotto: da quella egiziana a quella greca, da quella persiana a quella fenicia, senza dimenticare gli ebrei, i primi cristiani, gli zoroastriani nonché le influenze delle più lontane civiltà celtiche e indoeuropee.
Davvero un crogiuolo sorprendente di culture e civiltà, che sicuramente resero Alessandria una città quanto mai affascinante ed effervescente.
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