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Benché una recente tradizione critica, che ha avuto molta fortuna in Italia nel Novecento, abbia privilegiato i contenuti diretti nella interpretazione e valutazione di un’opera, bisogna tener presente che spesso sono proprio i contenuti indiretti quelli che rendono interessante un’opera d’arte.
In conclusione, secondo l’insegnamento di Benedetto Croce, è possibile considerare opera d’arte qualunque “cosa artificiale” che, al di là del tempo e dello spazio, sia riconoscibile e comprensibile da tutti allo stesso modo e che riesca a trasmettere, alle persone che la esaminano, le stesse sensazioni, sentimenti o valutazioni che ha provato l’artista quando ha realizzato l’opera. (n.d.r.)
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